22 agosto 2019
Aggiornato 22:00
Animali

Se il toro Bruno viene venduto «l'allevatore rischia grosso»

«L'unica modo perché tutto finisca tranquillamente è che l'animale ci venga ceduto gratuitamente, altrimenti non posso dire che gli daranno fuoco alle stalle, ma sicuramente la vicenda avrà delle ripercussioni pesanti», ha detto Valerio Vassallo del Meta

BIELLA – «Il toro Bruno non può essere venduto se si vuole che la vicenda si concluda serenamente», ha detto Valerio Vassallo del Movimento etico tutela animali e ambiente (Meta), commentando la notizia pubblicata su La Stampa di Biella secondo cui ci sarebbe un acquirente, un vegano biellese, disposto a pagare per salvare la vita alla bestia fuggita dal macello Bottalla di Mongrando due settimane fa.

«L'unica via percorribile, come abbiamo più volte detto ai macellai della Bottalla e all'allevatore è che Bruno ci venga consegnato gratuitamente e possa continuare la sua esistenza in pace in uno dei nostri centri attrezzati», ha continuato l'animalista. Per il Meta infatti non è concepibile «comprare delle vite», ma «certo non possiamo impedire agli attivisti di fare le loro scelte», ha spiegato Vassallo. «In tal caso, naturalmente saremo felici che l'animale si salvi ma la nostra battaglia continuerà e sarà durissima. Non posso dire che qualcuno gli darà fuoco alle stalle ma sicuramente avrà problemi». L'associazione ha fatto sapere di voler continuare a trattare con l'allevatore, e che nel caso la discussione volga come da loro auspicato lancerà una raccolta fondi per sterilizzare Bruno (se necessario) e trasportarlo nella sua nuova casa.

L'allevatore però sembra poco disposto a scendere a compromessi: «Come abbiamo stabilito il toro non verrà ucciso ma io verrò pagato: per me i bovini sono un lavoro. Il toro verrà regolarmente venduto nonostante gli animalisti insistano sul fatto che avrei dovuto cederlo gratuitamente: è impensabile che, se un animale fugge, diventi di proprietà della persona che lo trova».