25 maggio 2017
Aggiornato 10:30
Tessile e nuove tendenze

A Milano Unica la moda chiama il cinema

In attesa dell’edizione di luglio, presentate le tendenze per l’Autunno-Inverno 2017-18. In scena il parallelismo tra il montaggio cinematografico e l’alchimia sperimentale delle materie prime usate nella moda

Milano Unica tendenze A/I 2017-18 (© )

MILANO – Un parallelismo azzardato, ma di senso, che mette a confronto «fare» cinema e «fare» moda, alla base delle tendenze per l’Autunno/Inverno 17-18 presentate nell’anteprima di Milano Unica. Circa 800 visitatori, in rappresentanza di aziende espositrici, dei centri stile delle aziende a valle della filiera e, in generale, dei clienti del Salone, mercoledì hanno assistito all’allestimento delle proposte curato dal direttore artistico della fiera Stefano Fadda. Negli spazi del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia di Milano è stato messo in scena un confronto tra l’arte del montaggio cinematografico di cui è fatto un film e l’accurata alchimia sperimentale delle materie prime di cui sono fatti gli abiti.

Nella moda A/I 2017-18 le suggestioni sfiorano l’azzardo
Quattro i temi scelti, «Edonismo e trumpismo», «L’Agender glamourous», «Il British performante» e «Il viaggiatore spirituale estremo» ed accostati ad altrettanti film e registi: «Sicuramente un azzardo speculativo – sostiene Stefano Fadda - un ingenuo gioco intellettuale, che ha prodotto un big bang di idee e di spunti creativi. In questo mix, l’unione dei mondi dei diversi film-maker, le sinergie dei colori delle immagini, le interpretazioni insolite delle varie pellicole superano tutti i contrasti e sfumano ogni confine, regalando una riscrittura vivace e stimolante di opere prime proiettate non più sullo schermo ma su lane, sete, velluti, bordure, cerniere e macramè».

Milano Unica immagina Tarantino in Nepal e Sorrentino in Texas
Perché il gioco è proprio quello di affidare un film o una serie tv ad un regista del tutto diverso da quello originale. Nelle tendenze di Milano Unica s’ipotizza un Quentin Tarantino che dirige Il Piccolo Buddha di Bernardo Bertolucci. Il risultato? Un mix travolgente tra cultura pop occidentale e misticismo d’Oriente, tradotto in moda con il «viaggiatore spirituale estremo», quello capace di superare i pregiudizi, e trovarsi a suo agio in un Nepal rustico e poco trendy con le sue lane, le sue pellicce e i suoi mohair. Con la stessa spregiudicatezza, Sorrentino va a dirigere la serie anni ‘80 Dinasty, unendo l’edonismo in stile romano de La grande bellezza all’opulenza e agli intrighi della saga famigliare texana, per una riscrittura che richiama al trumpismo attuale. Il mood è barocco e couture ma con un piglio ironico.

Il gioco delle parti di Almodovar e l’eleganza in stile British di Kubirck
High-tech e un tocco sperimentale nella moda di oggi non possono mancare, Fadda li affida a un ipotetico Sherlock Holmes diretto da Kubrick. Intellettuale e trasgressivo, il regista americano potrebbe dare un tocco visionario all’eleganza classica dell’investigatore privato. Non a caso «Il British performante» punta su un’unione perfetta tra velocità, pragmatismo ed eleganza, in cui evoluzione e ricerca portino allo sviluppo di materiali inediti. Il gioco degli equivoci, la sessualità negata e l’ironia sembrano perfetti per essere ri-cuciti addosso a Pedro Almodovar, che il trend «Agender glamourous» vuole dietro alla macchina da presa di Victor-Victoria, in cui una donna deve fingersi uomo. La traduzione stilistica vira su tessuti e reti a effetto lingerie, colore e sovrapposizioni di pezzi da sera e giorno.

Il commento del presidente Ercole Botto Poala
«Una presentazione non solo scenograficamente molto ben riuscita afferma Ercole Botto Poala, presidente di Milano Unica -. Da imprenditore, infatti, ho molto apprezzato le stimolanti suggestioni ipotizzate da Stefano Fadda che, ne sono certo, troveranno conferma nelle proposte di tessuti e di accessori che troveremo nell’Area Trend in occasione della prossima edizione di Luglio di Milano Unica».