25 maggio 2017
Aggiornato 10:30
Sport Biella

I campioni del passato salutano il Giro d'Italia

Paline dedicate all'evento, lungo la salita per Oropa. Con menzione speciale per Marco Pantani

Uno dei cartelli che si trova per andare ad Oropa (© Comune di Biella)

BIELLA - Sono una per chilometro, come sulle grandi montagne del Tour de France, ma non si limitano a ricordare ai cicloamatori la distanza fino alla vetta: le paline che il comitato di tappa della Castellania-Oropa ha posato lungo gli undici chilometri da Biella (la prima è in piazza Martiri angolo via Cavour) al Santuario contengono pillole di storia del ciclismo e del Giro d’Italia sulle strade della provincia. E ce n’è una speciale collocata sul rettilineo pianeggiante tra Cossila San Grato e Cossila San Giovanni, nel punto in cui, nella tappa del 1999, a Marco Pantani cadde la catena, l’episodio da cui scaturì la rimonta culminata con la vittoria di tappa e considerata una delle più grandi imprese nella storia dello sport del pedale.

Parla l'assessore
Oropa Montagna Pantani è proprio l’intestazione delle paline celebrative, che richiamano la dicitura che la salita fino al santuario ha acquisito nel percorso del Giro d’Italia 2017. «Solo tre delle 21 tappe del Giro del centenario - ama ricordare Sergio Leone, assessore allo sport della città di Biella e presidente del comitato di tappa - hanno una denominazione speciale: alla Cima Coppi sullo Stelvio e alla tappa Bartali con partenza dal suo paese natale in Toscana, si aggiunge Oropa, dedicata a Marco Pantani. È una dedica che ci onora e che vogliamo a nostra volta onorare».

Le dediche
I primi chilometri della salita sono dedicati ai vincitori delle prime cinque tappe del Giro d’Italia che sono arrivate a Oropa, ovvero Vito Taccone (1963), Massimo Ghirotto (1993), Marco Pantani (1999), Marzio Bruseghin (2007) ed Enrico Battaglin (2014). Si aggiungerà una sesta dedica dopo la tappa del 20 maggio, dopo la quale le paline collocate adesso verranno sostituite da quelle definitive in metallo, come veri e propri cartelli stradali. Le altre paline narrano aneddoti relativi alle tappe biellesi del passato, dall’arrivo di Carlo Brugnami nel 1963 che lo costrinse a tagliare il traguardo a piedi spingendo la bici, allo scatto di Piotr Urgumov che mandò in crisi Miguel Indurain fino alla maglia rosa di Rigoberto Uran donata al Santuario dopo la tappa del 2014. L’intera opera è stata resa possibile dal contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella.