24 giugno 2017
Aggiornato 12:30
La polemica

«Il Biellese abbandonato? No, ma ha tantissimi problemi»

Prima la lettera del consigliere comunale di Biella, Rasolo. Ora la replica dell'inviato del Corriere della Sera, Imarisio. Tema: Aiazzone e il nostro territorio, tra passato e presente

BIELLA - Il giornalista Marco Imarisio replica al consigliere comunale di Biella, Giuseppe Rasolo, del Partito Democratico. Tema: Aiazzone ed il nostro territorio, tra passato e presente (il nostro servizio). L'inviato del Corriere della Sera la scorsa settimana ha pubblicato un reportage, che non era piaciuto a Rasolo, sull'ex impero del mobile. Rasolo aveva quindi scritto una lettera aperta (il testo). Ora ecco la risposta del giornalista del quotidiano milanese.

Il testo
«Caro Rasolo, grazie per la lettera, dai toni cortesi e gentili. Nell'articolo che ho scritto non mi sembra di dipingere Biella come un territorio abbandonato, e neppure ho mai sostenuto questa tesi, ci mancherebbe altro. L'articolo in questione racconta la storia di Aiazzone, e del degrado della Città del Mobile che non è sopravvissuta al suo creatore. Non punto il dito, non cerco colpevoli, mi limito a raccontare, come faccio sempre.  Biella era sullo sfondo. Vero, ho scritto che ce ne sono molte altre di cattedrali nel deserto come quella. mi sembra un dato innegabile, che risalta alla vista. La storia di Amazon l'ho desunta da un articolo del 2016. Cerco sempre di documentarmi sui posti che racconto (per altro non abito molto lontano: Casale Monferrato). L'affetto che lei dimostra per la sua città è comprensibile e ammirevole. Tuttavia, proprio nella fase di documentazione, ho anche messo da parte alcune notizie che poi non ho usato perché come le ho detto l'articolo trattava di altro: dal 2001 a oggi il comparto tessile ha perso quasi 15 mila posti di lavoro, secondo Confindustria Piemonte».

Posti di lavoro persi
«I ruderi industriali ai quali faccio cenno nell'articolo hanno origine forse anche da questo dato. Sono decine le aziende che hanno chiuso a Biella per delocalizzare altrove, quasi sempre nell'est europeo. Il tessile è stato uno dei settori più colpiti da questo fenomeno (rapporto Confindustria nazionale 2014 più altro studi di settore). Ne consegue il fatto, ma è un trend di tutto il Piemonte e non solo, che c'è una costante diminuzione degli abitanti nella provincia. Sulla viabilità ha perfettamente ragione, nulla da eccepire: Biella è ancora il capoluogo piemontese di provincia più difficile da raggiungere. Sono certo di quel che lei scrive: anche a Biella il terziario avanza, la formazione e l'enogastronomia, e se lo fa penso sia anche al lavoro portato avanti da amministratori locali che ci mettono molta passione. Ma non è la stessa cosa. Concordo con lei quando dice che un cambiamento epocale è in atto. In Italia e non solo. La sua Biella sta cercando di venirne a capo. E io spero tanto che ce la faccia, come tutto il resto del Paese, grazie anche all'amore per la propria terra dimostrato da persone come lei".