25 giugno 2017
Aggiornato 09:00
Storie di Biella

Storia del Battistero uno degli edifici più antichi del Biellese

Il Battistero si colloca nella zona centrale della città di Biella, stretto tra Palazzo Oropa, sede del Comune, e il Duomo di Biella. Per la sua bellezza ed il suo significato storico esso è diventato un'icona del patrimonio artistico di Biella.

BIELLA - Il Battistero si colloca nella zona centrale della città di Biella, stretto tra Palazzo Oropa, sede del Comune, e il duomo di Biella, Cattedrale della città, dedicata al Santo Patrono, Santo Stefano. Il retro della struttura appare invece visibile da via Italia, l'antica via Umberto I, fulcro della città, accanto alla chiesa della Santissima Trinità. Per la sua bellezza ed il suo significato storico esso è diventato un'icona del patrimonio artistico di Biella.

La struttura
Considerato uno degli esempi più significativi di arte romanica in Piemonte, è edificato su un sepolcreto romano all'inizio dell'XI secolo, il Battistero di S.Giovanni Battista è una piccola costruzione in ciottoli e laterizi a pianta quadrilatera, con quattro absidi semicircolari separati da robusti contrafforti che sorreggono il tiburio ottagonale, sormontato da un tiburio di epoca più tarda. Sul portale principale si nota un bassorilievo in marmo di epoca romana raffigurante due putti, proveniente con ogni probabilità dai materiali di scavo emersi durante la costruzione del Battistero e riutilizzato come elemento decorativo; la presenza del rilievo indusse per molti secoli gli storiografi a ritenere l'edificio un tempio di origine pagana. All'interno affreschi da attribuire al Maestro di Oropa (1318-1319) e frammenti di affreschi risalenti alla fine del '200. Il battistero, uno dei più interessanti dell'Italia settentrionale, è a pianta quadrata, con quattro nicchie circolari estroflesse; presenta in elevazione un tamburo esternamente ottagonale e internamente ottenuto raccordando l'impianto quadrilatero alla volta mediante pennacchi circolari. Monofore a doppio strombo si aprono con regolarità nelle nicchie inferiori e in ciascun lato del tamburo, che presenta un coronamento a galleria nana, con nicchie cieche, cigliate, ed è coperto da lastre di pietra direttamente appoggiate sull'estradosso della volta. Un lanternino a pianta quadrata con quattro bifore corona il vertice. L'ingresso originale, ad O, è architravato, con arco centinato e timpano sovrastante, in cui è applicato un rilievo romano di reimpiego.
La rozza muratura è composta quasi uniformemente da mattoni di recupero e ciottoli legati da abbondante malta. All'interno sono stati riportati in luce affreschi frammentari appartenenti ad almeno tre campagne decorative: una Madonna del latte e un santo martire del tardo secolo XIII, figure di santi della prima metà del secolo XIV e numerose sinopie del pieno Trecento.