25 giugno 2017
Aggiornato 09:00
Cultura

Sapete cos'è la strada della lana e da dove passa?

Con i suoi 50 chilometri circa unisce Biella con Borgosesia. Sul suo percorso si incontrano storie di generazioni di uomini e donne. Ecco il meraviglioso viaggio che vi aspetta

La Fabbrica della Ruota e la Strada della Lana a Biella (© )

BIELLA – Unisce fisicamente due distretti tessili importantissimi la Strada della Lana che con i suoi 50 chilometri circa unisce il comune di Biella con quello di Borgosesia ma idealmente si incunea nella storia di generazioni di uomini e donne.

Un percorso di storia
Incrocia, tra le alture boscose, altre strade e altri sentieri costruiti nei secoli scorsi dagli operai, che dai loro villaggi, al fischio della sirena, si muovevano alla volta dei lanifici. Corre seguendo i corsi dei torrenti accanto ai quali stanno gli opifici, costruiti là per sfruttare quei salti dell’acqua in grado di imprimere, attraverso un ingegnoso meccanismo di rotori e cavi, il necessario movimento alle grandi ruote d’acciaio delle fabbriche. Si imbatte in opere idrauliche, convitti, asili, complessi ricreativi. Sembra scontato ma non è: il nostro paesaggio è attraversato da questa via che silenziosamente racconta la storia dell’industrializzazione tessile nata in Valle Strona e nella Valsassera.

Edifici, sentieri opere ingegneristiche
Al centro ideale di questo pellegrinaggio c'è la «Fabbrica della ruota», l'Ex Lanificio Zignone di Pray. Un percorso progettato dal DocBi-Centro Studi Biellesi e dal Politecnico di Torino avente la finalità di far conoscere il patrimonio architettonico manifatturiero del Biellese dell'Otto-Novecento attraverso i fondovalle e le comunità. La Strada della lana si snoda per circa 50 chilometri ed offre la possibilità di scoprire vecchi o più moderni lanifici, ma anche i sistemi territoriali e sociali ad essi collegati. Reti di comunicazione, come i sentieri degli operai creati tra le alture boscose allo scopo di raggiungere il posto di lavoro, opere idrauliche di derivazione dai torrenti per alimentare d'acqua le fabbriche e le centraline elettriche, evidenze urbanistiche come le case dei villaggi operai, i convitti, gli asili, i complessi ricreativi e dopolavoristici, come ad esempio il centro Zegna di Trivero. Un meraviglioso viaggio tra natura e industria umana, boschi e officine.

I siti lungo il percorso
Attraversando la Strada della Lana si incontrano anche: il Lanificio Alfredo Pria di Biella, il Lanificio Maurizio Sella che ospita al suo interno la Fondazione Sella, la Filatura Bellia di Pianezze, il Complesso dei Lanifici Bertotto di Romanina, gli opifici ottocenteschi di Pray e, naturalmente, la Manifattura Lane di Borgosesia.

Una storia antichissima
In realtà, tutto è cominciato con l'artigianato tessile del Biellese che, come dimostrano molti ritrovamenti archeologici tra i quali il più celebre è la lapide del sagario ritrovata a Lessona, vanta oltre 20 secoli di storia. L'arte della lana era diffusa in tutto il Biellese anche in epoca medioevale, e nella città di Biella, già nel 1245, leggi precise regolavano il lavoro dei lanaioli e dei tessitori. Con il passare dei secoli l'attività manifatturiera divenne talmente diffusa in tutto il territorio, che nemmeno le più gravi difficoltà riuscirono a interromperne la tradizione: a nulla valse nemmeno la proibizione di produrre panni fini imposta dal re di Sardegna nel 1733 con l'obiettivo di limitare la concorrenza dei lanifici biellesi.