24 giugno 2017
Aggiornato 12:30
Cronaca

Doveva scontare due anni di carcere, ma era libero. Lo beccano su un treno a Chivasso

Controllo da parte della Polizia ferroviaria. E così un cittadino marocchino latitante, con reati alle spalle per rapina e lesioni personali viene fermato dagli agenti. Ora si trova in carcere, a Vercelli. Dall'inizio dell'anno controllate 2 mila persone

Immagine di repertorio (© Diario di Vercelli)

VERCELLI - E’ successo lunedì mattina, a bordo di un treno Regionale Veloce della tratta Torino-Milano. Il personale della polizia ferroviaria durante uno specifico servizio di scorta a bordo treno lungo la tratta Torino-Milano e precisamente tra Chivasso e Vercelli, giunto a metà del convoglio ha notato un uomo dall’atteggiamento sospetto, che palesava segni di agitazione. 

Immagine di repertorio

Immagine di repertorio (© Diario di Vercelli)

I fatti
Sottoposto a controllo in tutta sicurezza, a carico dello stesso è risultato un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Urbino, in quanto destinatario di pena definitiva di anni 2 mesi 3 giorni 20 di reclusione, perché responsabile dei reati di rapina, falsificazione/spendita di banconote false, lesioni personali e porto di oggetti atti ad offendere, commessi nella Provincia di Pesaro Urbino, dall’anno 2008 all’anno 2013. Accompagnato negli uffici della polizia presenti in stazione, per gli approfondimenti del caso, l’uomo è risultato essere un trentenne di  origini marocchine, residente nella Provincia di Pesaro Urbino, destinatario della condanna ancora interamente da espiare. Dopo aver notificato gli atti di polizia previsti, è stato portato, nella stessa giornata, nella casa circondariale di Vercelli, mettendolo a disposizione dell’autorità giudiziaria competente.  

I numeri
Dal primo gennaio ad oggi la Polizia ferroviaria di Vercelli nell’espletamento dei servizi in stazione e a bordo treno ha identificato ben 2113 soggetti di cui 602 stranieri, e ha deferito complessivamente 19 persone all’autorità giudiziaria.