25 giugno 2017
Aggiornato 09:00
Cronaca

Pralungo sotto shock: bocche cucite e dolore. «Chiediamo rispetto»

Viaggio nel paese di Erika Preti, uccisa domenica in Sardegna. C'è poca voglia di commentare la tragedia che ha colpito il Biellese, in attesa dei funerali di sabato

PRALUNGO - Un paese annichilito dal dolore, dove pochi parlano, e neanche volentieri. La tragedia che ha colpito la famiglia Preti, per la morte della giovane Erika ha colpito tutti, come una mazzata. Non parla il sindaco, Raffaella Molino. Non parla il sacerdote, don Ezio Zanotti. Molti si allontanano da microfoni e da telecamere. Chi parla, poco, senza entusiasmo, ribadisce: persone d'oro, tragedia senza senso. 

Il punto
Il sindaco di Pralungo, Raffaella Molino, ha proclamato il lutto cittadino per sabato prossimo quando, nella chiesa della Trinità, si svolgeranno le esequie di Erika Preti. La cerimonia, in ricordo della 28enne uccisa con due coltellate alla gola domenica 11 giugno, inizierà alle 10. Per dar modo a tutta la popolazione di partecipare, verrà sistemato un impianto audio all'esterno, visto che il luogo sacro, vicino al cimitero, può ospitare solo poche decine di persone. E per non dimenticare Erika, l'amministrazione comunale ha deciso di sistemare il luogo antistante alla chiesa e intitolarglielo.

Le indagini
Sul fronte delle indagini, resta il mistero di orologio e soldi ritrovati nell'abitazione di San Teodoro, in Sardegna, dove la giovane stava trascorrendo una breve vacanza con il fidanzato, Dimitri Fricano. Quest'ultimo, accusato di omicidio volontario e ancora ricoverato all'ospedale di Olbia, continua a proclamarsi innocente. Assistito da madre e padre, che sono volati subito dal Biellese all'isola, prosegue a sostenere la tesi di una rapina finita male. I genitori non si sono mai staccati dal suo capezzale se non nella giornata di oggi, giovedì 15 giugno, in quanto hanno avuto un colloquio con l'avvocato Roberto Onida, del foro di Tempio Pausania, che insieme alla collega biellese Alessandra Guarini, sta seguendo il caso. Al centro dell'incontro proprio gli effetti personali del giovane, ritrovati nell'abitazione, per i quali mancherebbe il verbale di riconsegna.