15 maggio 2021
Aggiornato 16:00
Regione

Picchetto: «Renzi dà, Chiamparino toglie»

Il consigliere regionale di Forza Italia Gilberto Pichetto fa i conti: «In arrivo nuove imposte, sistema da riformare»

TORINO - «Renzi dà i famosi 80 euro in busta paga, promette altri soldi per i nuovi nati a partire dal 2015, poi però Chiamparino deve aumentare la tassazione regionale perché i conti non tornano. E mica di poco…». Non ci sta Gilberto Pichetto, capogruppo per il centrodestra in consiglio regionale. Sulla situazione economica del Paese e del Piemonte, l’ex senatore di Forza Italia ha le idee chiare. Molto chiare. E infatti aggiunge: «La Regione Piemonte quest’anno avrà un taglio dei trasferimenti da parte dello Stato di circa 300 milioni di euro. Di che stupirsi quindi se poi Chiamparino aumenta l’aliquota dell’Irpef e il costo del bollo auto? E non è tutto. Arriveranno nuovi costi per l’acqua e per il riscaldamento. In pratica si stanno inventando un 'pizzo' legalizzato su determinate certificazioni delle caldaie e degli impianti di riscaldamento delle abitazioni private. Le famiglie così dovranno spendere altri soldi per presunti 'patentini' di qualità».

IL PUNTO«Governare oggi è diverso rispetto a dieci o venti anni fa - ammette l’amministratore biellese -. La Regione deve fare i conti con meno entrare. E parliamo di qualcosa come 1 miliardo di euro in meno rispetto al passato. Allora è chiaro che, chiunque governi, deve confrontarsi con numeri che sono implacabili. La vera sfida dunque è ricreare un nuovo modello di amministrazione regionale. Un sistema che ha meno soldi e che però deve saperli spendere meglio. In questo senso, non mi pare però che si vada verso questa direzione». Pichetto, molto vicino al presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi, così vede il quadro politico nazionale: «Renzi vende saponette per formaggio… Il problema è che non ci sono concorrenti, sul mercato della politica, rispetto alla sua offerta. Siamo in una fase di transizione, nella quale il centrodestra deve riorganizzarsi. E’ evidente che oggi Renzi faccia il pieno a sinistra ed eroda molti voti al centro. La crescita di Salvini e della Lega Nord? Si sa che in Italia determinati temi di destra possono portare a consensi anche superiori al 10 per cento… Ma non oltre. Dopodiché? La vera sfida è ricompattare il fronte moderato di ispirazione liberale ed essere alternativi al centrosinistra. E non c’è tempo da perdere, nell’interesse del Paese, la cui crisi non pare destinata ad esaurirsi nemmeno nel 2015».