15 maggio 2021
Aggiornato 16:30
Basket | EuroChallenge

Corbani: «Bravi ragazzi... Quasi non ci credevo più»

Il coach della Bonprix Biella elogia la squadra dopo la vittoria in Coppa e non vuole andare sul mercato: meglio soluzioni interne, come con Danna.

BIELLA - Non vuole andare sul mercato. E difende ogni suo giocatore come farebbe una mamma con un suo cucciolo. A partire dal giovane Chillo, fuori dal quintetto base nella sfida con i belgi e apparso ieri il meno convincente della truppa rossoblù. Coach Fabio Corbani continua a godersi la splendida vittoria con l’Anversa in Coppa, nell’esordio casalingo della manifestazione, mercoledì sera, al Forum.

MERCATO? MEGLIO SOLUZIONI INTERNE - «Matteo non è nella condizione fisica migliore, anche per via dell’infortunio subìto in estate, che ne ha condizionato gli allenamenti - spiega il coach -. Bisogna dargli tempo. E poi dopo una vittoria così, non mi va proprio di mettere in evidenza una partita giocata male da uno dei miei ragazzi… Preferisco pensare a tutto quanto di bello hanno fatto gli altri. A partire dal giovane Danna, che s’è rivelato un’ottima risorsa per risolvere un nostro problema contingente. D’altronde, questa è la nostra squadra e queste sono le nostre risorse societarie. E’ inutile farsi illusioni». E quindi: «La squadra messa su, nei mesi scorsi, da Gabriele Fioretti ha del miracoloso, viste le poche risorse del nostro club, almeno dieci volte inferiori, per dire, rispetto agli avversari dell’altra sera. Non è che io non voglia altri giocatori. Potessi allenerei il 'Dream Team'. Però noi non abbiamo il bilancio per andare a cercare fuori casa le soluzioni dei nostri problemi momentanei, infortuni o altro. Punto. Dopodiché voglio godermi fino in fondo il successo in Coppa, frutto di una bellissima partita di pallacanestro».

NON CI CREDEVO PIÙ - E sul successo dell’altra sera, il tecnico della Pallacanestro Biella, ammette: «A pochi minuti dalla fine, mi sono ritrovato a pensare: ma sì, abbiamo giocato bene contro avversari più quotati di noi… Anche se perdiamo, abbiamo fatto il nostro… Prima mi sono quindi arrabbiato con me stesso per questo pensiero assurdo e poi mi sono inorgoglito per quanto fatto in campo dai ragazzi».