27 giugno 2019
Aggiornato 12:30
Prevenzione e controlli

Telecamere ovunque ma la sicurezza non c'è

Biellese quasi «video-sorvegliato». Ma il bilancio è negativo. Parlano i sindaci

BIELLA - Un territorio video-sorvegliato ma non per questo più sicuro. Occhi elettronici un po’ ovunque, da anni, eppure i furti continuano ad essere una costante nella nostra provincia. Le statistiche parlano chiaro: siamo ancora, come sempre, un’isola felice. Ma intanto case e palazzi sono presi di mira da ladri, più o meno professionisti, ad ondate cicliche. Sia a Biella sia nei paesi. La scelta di numerose amministrazioni comunali, negli ultimi anni, di piazzare «occhi elettronici» all’ingresso e all’uscita dei propri centri abitati, alla luce dei fatti, non ha assicurato un vero salto di qualità in termini di sicurezza.
Il Comune di Mongrando fu uno dei primissimi a dotarsi di un impianto di controllo elettronico in chiave sicurezza, oltre dieci anni fa.

Valle Elvo. «E lì siamo rimasti, però… Il bilancio? Un disastro - spiega l’attuale sindaco del paese, Tony Filoni -. Alcune telecamere funzionano, altre no. E’ mancato quasi del tutto un lavoro di manutenzione che le rendesse davvero utili. Forse nel tempo hanno avuto qualche effetto deterrente ma di sicuro non hanno bloccato i ladri, che hanno colpito anche casa mia». E per il futuro? «Ora voglio risistemarle – spiega il primo cittadino -. Vanno spesi circa 20 mila euro. Una cifra non da poco, mi rendo conto. Però nella sicurezza o ci si crede e investe oppure è meglio lasciare stare».

Basso Biellese. «Ne abbiamo ma non hanno mai impedito furti dalle nostre parti - ammette Carlo Cabrio, sindaco di Salussola -. Forse la presenza di 'occhi digitali' vicino alla fontana dell’acqua ha evitato, ed evita, qualche vandalismo… Ma non andrei oltre. Al cimitero, dove ci sono, ignoti hanno comunque rubato spesso e volentieri. E dalle immagini non si è capito chi fossero. Anche perché avere alcune telecamere che controllano i movimenti delle auto, è inutile. Ma si dovrebbe controllare tutto il territorio, il che è molto difficile. O meglio: molto costoso».

Qui, Cossato. «Telecamere? Ne abbiamo cinque – dice il sindaco Claudio Corradino -. Servono? Poco… Meglio di niente, certo. Ma i problemi di gestione sono tali che l’efficacia dell’operazione è molto dubbia. Sarebbe necessario che qualcuno le controllasse costantemente… E appena provi ad ipotizzarlo, scopri tutti i problemi di carenze di personale specializzato e di organici della pubblica amministrazione… E poi servirebbe una copertura totale, della città e della Provincia. Con un coordinamento efficiente con le Forze dell’ordine».

Valdengo. Va controcorrente, invece, il sindaco Roberto Pella: «La video-sorveglianza da noi funziona. Noi ci abbiamo creduto e investito. Il paese non è blindato ma abbiamo assicurato negli anni una certa sicurezza, perché se le telecamere ci sono e le si fa funzionare, hanno un effetto deterrente. E poi in diversi casi hanno dato ottimi risultati. Non dimentichiamoci che nell’omicidio di Vigliano, di qualche mese fa, proprio le telecamere furono utili agli investigatori. Quindi si tratta di uno strumento che non va demonizzato».

Il punto. I Comuni che negli anni hanno deciso di dotarsi di un impianto di video-sorveglianza sono innumerevoli, oltre ai privati cittadini. Qualche sindaco ha deciso di presidiare palazzi storici, edifici comunali o le scuole; altri hanno privilegiato strade provinciali e comunali.
Il guaio, a sentire esperti delle forze dell’ordine, è che questi strumenti sono differenti tra loro e soprattutto usati per finalità diverse. Alcuni apparecchi fotografano le targhe delle auto, altri registrano solo la velocità dei mezzi, diversi hanno un’ottima qualità immediata ma nella registrazione perdono di nitidezza e quindi di utilità in caso di ricerca di presunti criminali. Non tutte le amministrazioni hanno poi il personale per utilizzare sempre, e al meglio, questi strumenti. Il quadro generale pare di un sistema con molte falle. E forse non a caso, nei giorni scorsi, s’è registrato l’ennesimo furto a Netro, dove ignoti hanno portato via diverse grondaie in rame da una casa-vacanze; qualcosa deve però essere andato storto, per cui il materiale è stato abbandonato su un prato nelle vicinanze dell’abitazione. Sui fatti stanno indagando i carabinieri, i quali dovranno cercare di dare un nome ai ladri di rame che ieri hanno «saccheggiato» il parco fotovoltaico di proprietà del comune di Occhieppo Inferiore (si trova però nella zona industriale di Mongrando). Il danno è di circa 20mila euro.