16 ottobre 2019
Aggiornato 09:30
Occupazione

«Da grande voglio fare il tessitore»

Specializzazione professionale ed artigianato tornano «di moda» nel mondo del lavoro.

BIELLA - La politica di collaborazione tra scuola e impresa e la specializzazione professionale ed artigianale sono le chiavi di volta per l'occupazione giovanile.
Queste le best-practice di inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, anche alla luce delle normative in arrivo con il Jobs act, evidenziate ieri dagli esperti locali durante il convegno «Il futuro del lavoro, il lavoro nel futuro. Esperienze e prospettive a confronto», promosso da Città Studi Biella e dall’Unione Industriale Biellese.

Collaborazione scuola-impresa, perché permette ai giovani di imparare lavorando e alle aziende di trovare nuove leve che possano garantire il turn-over indispensabile per rimanere competitive. Specializzazione professionale ed artigianato perché in una terra a vocazione manifatturiera rappresentano ancora, e di nuovo, uno sbocco interessante e possibile: «Dobbiamo riuscire a riportare al suo ruolo centrale nell’economia la ‘fabbrica’ - afferma Pier Francesco Corcione, direttore dell’Unione Industriale Biellese - luogo di produzione innovativo e creativo, che anche a livello territoriale è ancora in grado di offrire occasioni di occupazione per i giovani talenti. Il tessile a livello nazionale rappresenta il secondo settore per numero di imprese e addetti, con una previsione di crescita del 6% nei prossimi 5 anni. A livello locale, in particolare, si stima che l’industria biellese darà opportunità di inserimento da 1200 a 1800 addetti, quindi avrà bisogno nei prossimi anni di tecnici con una formazione specifica: oggi, però i corsi di studio che mirano a tali professionalità rischiano di essere deserti. È quindi fondamentale che i giovani studenti possano considerare la scelta del percorso di studi da intraprendere con una visione ampia, concreta e informata».

Sull'inserimento di giovani nelle realtà produttive, particolare rilievo è stato dato alla case history «Botteghe di Mestiere», un’iniziativa attivata con Italia Lavoro nell’ambito del programma A.M.V.A., promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che sostiene i mestieri a vocazione artigianale.

«In Piemonte le politiche di integrazione scuola/impresa sono particolarmente attive ed efficienti – ha dichiarato Pietro Viotti, responsabile del Programma Apprendistato della Regione Piemonte – il coordinamento e la collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti è fondamentale, le Botteghe di Mestiere ne sono un chiaro esempio. Nella strumentazione dedicata all’incontro fra studio e lavoro, occorre inoltre ricordare il contratto di apprendistato, che solo in Piemonte ha consentito di inserire più di 800 ragazzi in azienda». Spostandoci sul piano locale, nei mesi passati Città Studi, attraverso l’area MAC- Mestieri Contemporanei, e l’Unione Industriale Biellese hanno supportato l’avvio di due Botteghe di Mestiere, rispettivamente «Trame Preziose» e «Textile Training», grazie alle quali 60 giovani disoccupati, di età compresa tra i 18 e i 29 anni, hanno potuto svolgere 6 mesi di tirocinio retribuito all’interno di 14 aziende appartenenti a diversi comparti della filiera tessile. 

«I mestieri a vocazione artigianale devono essere promossi e valorizzati, perché rappresentano interessanti opportunità in termini occupazionali. Per questo, in linea con la mission aziendale, qualche anno fa Città Studi ha creato MAC, un’area specifica dedicata al recupero e alla diffusione dei mestieri d’arte contemporanei» ha commentato Donato Squara, direttore generale di Città Studi.

Alla Bottega «Trame Preziose» hanno aderito 8 aziende: Botto Giuseppe & Figli, Filatura Bertoglio Italo, Fratelli Piacenza, Tintoria Finissaggio 2000, Lanificio Angelico, Lanificio di Pray, Arsalitartes, Successori Reda. Alla Bottega «Textile Training» hanno preso parte 6 aziende: Quality Biella (capofila del progetto), In.Co – Industria Confezioni, Italfil, Lanificio Ermenegildo Zegna, Stamperia Alicese, Vitale Barberis Canonico.

A fine progetto dei 60 tirocinanti coinvolti circa il 35% ha avuto la possibilità di continuare l’esperienza lavorativa all’interno dell’azienda.

Tra gli aspetti più apprezzati dai ragazzi, la possibilità prevista dalle Botteghe di poter lavorare, a rotazione, in tutti i reparti dell’azienda. «Assistere a tutte le fasi di lavorazioni e vedere come concretamente il prodotto si trasforma, dal momento in cui entra a quello in cui esce dalla fabbrica, è affascinante» racconta Elisa Gravina, studentessa di Disegno Industriale presso il Politecnico di Torino, che ha concluso il tirocinio nell’azienda Italfil di Sandigliano. «È vero, ti rendi proprio conto di come un semplice filo diventi una pezza – ribadisce Gabriele Giacobbe, tirocinante presso Successori Reda – in questi mesi ho imparato più di quanto io stesso mi aspettassi e credo di aver capito che ‘da grande’ voglio fare il tessitore».