21 novembre 2019
Aggiornato 19:30
Conti di fine anno

Tariffe locali, aumenti del 7,5%

I servizi locali crescono in media nazionale del 9,5%. Biella resta sul podio delle città più costose per acqua, gas, rifiuti ed energia.

BIELLA - Sotto la voce «tariffe locali» si riuniscono alcuni dei «demoni» di fine anno, «anime nere» che adombrano pericolosamente le vivaci decorazioni natalizie delle famiglie italiane. Rifiuti solidi urbani, asili nido, acqua potabile, trasporti urbani – extraurbani e ferroviari, servizi sanitari: i conti di fine anno rischiano di mandare in corto le luci degli alberelli di Natale preparati solo ieri con tanta perizia. Secondo il rapporto stilato dall’Osservatorio «Prezzi e mercati» dell’INDIS - Istituto di Unioncamere - le tariffe pubbliche nel bienno 2013-14 sono salite a livello nazionale del 7,5% con un picco del 9,5% per le tariffe locali, a fronte di un'inflazione quasi azzerata.

Una discrepanza che mette in luce conti in sospeso e incertezze per l'apertura del 2015. L'impatto delle nuove tassazioni - spesso riflesso delle difficoltà incontrate dagli amministratori nel far fronte al Patto di Stabilità - è potente: la tassazione sui rifiuti solidi urbani cresce di uno strabiliante 18,2% , l'acqua potabile del 12,7%, i servizi sanitari locali del 6,7%, + 3,8% per gli asili nido, dal 6 al 7% di aumenti per i trasporti di vario ordine e grado. In tutto questo lo studio profila una timida crescita dei consumi delle famiglie per fine anno, un piccolo 0,3% che tuttavia si può almanaccare nella categoria della «speranza». Vanno meglio i beni durevoli, che salgono del 2,9%, non tanto perchè ci siano più possibilità di spesa da parte delle famiglie, quanto per una necessità fisiologia di rinnovo di alcuni beni necessari come auto ed elettrodomestici, che non sono eterni ma servono sempre.

Se ai freschi dati nazionali si comparano i numeri evidenziati dall’ottavo rapporto MONSPL (Monitoraggio Servizi Pubblici Locali) - promosso dalla Camera di commercio di Torino e realizzato dalla Fondazione per l’Ambiente Teobaldo Fenoglio –  gli aumenti, già nel raffronto 2012-2013 si fanno sentire e Biella sale sul podio delle città più costose. Nell'analisi di tariffe per acqua, gas naturale, rifiuti ed energia sulle utenze domestiche dei residenti nei capoluoghi piemontesi e in altre 17 località del Piemonte con più di 20.000 abitanti, per un totale di 25 città, le città nelle quali si è speso di più nel 2013 sono Alessandria, Asti e Biella, si è speso meno, invece, a Chieri, Fossano e Borgomanero. Mentre non sussistono differenze tra le tariffe dell'energia elettrica e del gas naturale, le voci di spesa che variano maggiormente sul territorio sono quelle per il servizio idrico e per la raccolta e smaltimento rifiuti. E qui il Piemonte anticipa pericolosamente i nuovi dati nazionali: la spesa media per i rifiuti nel 2013 è stata di 153 euro per i single, 290 euro per le famiglie con tre componenti e 395 euro per le famiglie con cinque componenti, con un aumento medio rispetto al 2012 del 17,6%, che ha visto sfavorite le famiglie numerose. Cresce invece la spesa per l'acqua, che nel bienno 2012/13 in Piemonte si limitava ad un fisiologico +4%.

In aumento in tutto lo stivale, infine, i pedaggi autostradali (+8,8%), i servizi postali (+10,1%) e quelli telefonici (+9,5%). Da incassare anche l'imminente stangata sugli alimentari con una crescita stimata al 15% per l'olio, frutto di una cattiva stagione agricola, e dell'8% sulla pasta. Tra i fioretti per il nuovo anno dopo i bagordi delle feste un bel «mettiamoci a dieta» questa volta ci sta.