21 novembre 2019
Aggiornato 19:30
Collaborazione tra neurologi

Donna salvata da trombolisi

Tempestivo intervento a Biella. Poi la corsa all’ospedale «San Giovanni Bosco» di Torino.

BIELLA - Nelle settimane scorse è stata eseguita all’ospedale «San Giovanni Bosco» di Torino, una trombolisi intrarteriosa della carotide, riuscita grazie al lavoro di gruppo con i neurologi biellesi. L’intervento è stato effettuato su una paziente biellese, quarantenne, giunta al Pronto soccorso dell’ospedale «degli Infermi». Una corsa contro il tempo da parte dei medici biellesi e torinesi per garantire la sopravvivenza della donna e limitare la disabilità, a fronte di un’occlusione che deve essere trattata entro 6-7 ore dall’esordio dei primi sintomi e che ha un tasso di mortalità e di invalidità decisamente elevato.

Sintomatologia decisamente complessa
In prima battuta, la paziente è stata visitata da Emanuela Schintone, dirigente medico della neurologia, che si è coordinata con il primario Graziano Gusmaroli. «E’ stato sin da subito molto difficile capire che tipo di evento fosse in atto - spiega il direttore della neurologia -. La sintomatologia era decisamente complessa e di difficile interpretazione, ma era evidente la gravità della situazione e la necessità di individuare una diagnosi il prima possibile agendo, di conseguenza, in tempi brevissimi. Abbiamo capito che era necessario sottoporla ad una trombolisi intrarteriosa della carotide, intervento complesso e non così frequente, che deve essere eseguito da un neuroradiologo. Così, la decisione di trasferire la donna in tempi più che rapidi al 'San Giovanni Bosco' per l’intervento di neuroradiologia endovascolare. Per il nostro ospedale si è trattato della prima volta in cui abbiamo contribuito alla riuscita di questo tipo di operazione».