16 ottobre 2019
Aggiornato 09:00
Basket | La curiosità

Perché Biella «odia» Renzi (Andrea)

Multa per gli insulti di domenica... Quando il pivot disse no al progetto rossoblù

BIELLA - Perché i tifosi della «curva Barlera», domenica, al Forum, hanno fischiato e insultato Renzi? Andrea, ovviamente, mica il presidente del consiglio, Matteo… Contestazione che, tra l’altro, è costata alla società biellese duemila euro di multa. Facciamo un passo indietro. E torniamo all’estate del 2013. Caldo, vacanze e mete di mare. Certo. Ma non solo. E comunque non per tutti. Perché per la Pallacanestro Biella fu una delle stagioni più torride della sua storia. E non certo per il clima. La società era infatti retrocessa dalla Seria A, dopo una dozzina d’anni di onorata presenza nella massima categoria. E risolto il problema dei soldi, cioè i debiti che rischiavano di uccidere il progetto, in via XX Settembre dirigenti e tecnici erano impegnati nella ristrutturazione della squadra che doveva lottare in Lega Gold/A2. Obiettivo? I giovani. E quindi Andrea Renzi, classe 1989, pivot nel giro della Nazionale, con prospettive di miglioramento interessanti.

Il grande rifiuto
Il giocatore di origini genovesi aveva chiuso il campionato con 17 presenze, quasi 12 minuti, 3,6 punti e 2,3 rimbalzi a gara nell’annata più brutta per gli appassionati sotto il Mucrone. Non proprio cifre da fenomeno ma comunque sufficienti per il presidente Massimo Angelico per decidere di scommettere su di lui. E Renzi, cosa fece? Cosa disse? No, grazie. S’appellò infatti ad un cavillo del contratto e decise di andare a Trapani. Il tutto nella massima regolarità, anche se con grande amarezza per Pallacanestro Biella, che l’aveva aspettato quando s’era infortunato e ora voleva salire sulle sue ampie spalle per risorgere. Amarezza acuita da dichiarazioni rilasciate ai giornali dal giocatore, diciamo così, poco professionali o anche solo poco furbe… «Ho deciso di abbracciare un grande progetto» avrebbe detto, o quasi, l’ex atleta di Treviso e di Verona. Come se i siciliani puntassero all’Nba mentre Biella al torneo «scapoli contro ammogliati». Da qui l’antipatia dei tifosi rossoblù per il centro della squadra vista l’altro giorno in città, diventato obiettivamente un giocatore di ottimo valore (in Lega Gold/A2). Corbani e soci incassarono il colpo. Non ne fecero un dramma. Al suo posto Biella chiamò Luca Infante. Che invece rispose: presente.