9 agosto 2020
Aggiornato 22:30
Statistiche dimezzate

Suicidi, 2014 meno drammatico

Lo psichiatra Merli: «Attenzione, il contesto è sempre difficile, nel senso che una delle ragioni di tanti problemi personali è la crisi economica»

BIELLA - Il 2014 si è concluso con il tempestivo e provvidenziale salvataggio di un aspirante suicida da parte del maresciallo dei Carabinieri Nicola Migliaccio. L’intervento, avvenuto prima di Natale, sul ponte di Chiavazza, segna un po’ il passo di un anno meno drammatico rispetto al 2013, quando il numero di persone che si sono tolte la vita ha raggiunto cifre record per il nostro territorio. Allora furono almeno 37, raggiungendo un livello che creò preoccupazione e sconcerto in tutto il Biellese. L’anno appena concluso invece ha segnato un numero ben inferiore. Mancano le cifre ufficiali, perché alcuni casi sono ancora da chiarire, ma, a meno di clamorose quanto inaspettate sorprese, il numero dovrebbe aggirarsi intorno alle metà dell’anno passato. Bene. Benissimo. Anche se non tutto è rose e fiori. Come spiega Roberto Merli, responsabile di psichiatria dell’ospedale di Biella.

Il contesto sociale resta problematico
«Il dato freddo è certamente positivo. Ma i problemi di fondo restano - spiega il medico -. Nel senso che una delle ragioni di tanti problemi personali è la crisi economica, che non si è per nulla attenuata. Non a caso se rispetto all’anno passato ci sono stati meno suicidi, ci sono però stati più casi trattati al Pronto soccorso. Persone che si sono presentate manifestando l’intenzione di farla finita. Segno che il contesto sociale non è affatto migliorato. D’altronde, sempre rimanendo legati al discorso del lavoro, non va dimenticato che il tasso di disoccupazione all’inizio degli anni duemila era di poco superiore il 2 per cento mentre oggi sfiora il 10. Ribadisco: la crisi non è l’unico fattore ma certamente è una delle cause che può spingere una persona in difficoltà a commettere un gesto estremo».

Centro anti crisi e media non sempre attenti
«La sensibilità delle forze dell’ordine, e in particolare dei carabinieri, è stata importante negli ultimi tempi. Non altrettanto è stato fatto dalle istituzioni, penso per problemi soprattutto di natura economica - argomenta ancora Merli -. S’è parlato a lungo del posizionamento di alcune reti di protezione in almeno due ponti dai quali tante persone decidono di farla finita, a Chiavazza e alla Pistolesa, ma nulla è stato fatto. Peccato. E anche sul fronte dei media, non sempre sono stati rispettati i protocolli firmati in materia di comunicazione di notizie legate a suicidi… Come dire… Certe foto, alcuni contenuti, la titolazione, non sempre hanno fatto emergere che una persone in crisi psicologica o psichiatrica può essere aiutata e può superare i suoi problemi. S’è preferito puntare sul sensazionalismo, che può portare ad perversi effetti imitativi. Non a caso in reparto abbiamo creato gruppi di 'sopravvissuti' e unità di crisi con centinaia di casi affrontati. Dai problemi si può uscire».