5 dicembre 2020
Aggiornato 05:30
Musei

L'arte dell'inganno

A Verrone nasce «Falseum» il Museo che rincorre il falso.

VERRONE - Di sotterfugi la vita delle persone è piena, ingannare è nella natura dell'uomo, lo fa per ottenere uno scopo, per il potere, per il denaro, per vendetta, ma soprattutto lo fa intenzionalmente. A volte anche le esistenze di piccole comunità o gruppi famigliari fanno a gara per fantasia con le soap opera – o come si diceva una volta telenovelas – dalle trame più improbabili. Qui, piccole o grandi che siano, le bugie al massimo possono modificare le singole vite, e fare danno comunque, ma immaginiamo cosa può accadere quando «l'inganno» entra nella storia.

Come il falso ha manipolato e modificato il passato?

La letteratura classica, e non, ci fornisce molti spunti in proposito a partire dalle narrazioni più note. Forse Romeo e Giulietta sarebbero ancora vivi, se invece di affidarsi allo speziale avessero optato per una fuga d'amore. E Otello? Mica era obbligato a credere alle maldicenze di Iago.

La domanda, tuttavia, resta talmente complessa che si stenta pure a trovare il bandolo della matassa che potrebbe, pian piano, dipanarsi e portarci verso una risposta plausibile.

Un tentativo, declinato in cultura, ce l'avremo molto presto «sotto il naso», a Verrone ci stanno lavorando da anni e il 2015 dovrebbe esser quello giusto per presentare un museo unico in Italia, pensato dal tandem amministrativo Cinzia Bossi – Marco Turotti ( a turno sindaco e vice nelle ultime legislature). È in fase di realizzazione con un team che riunisce fior di esperti, e si chiamerà Falseum, sottotitolo «il museo del falso e dell'inganno».

Il nuovo percorso museale troverà spazio all'interno del castello di Verrone, sottoposto negli ultimi dieci anni ad un poderoso restauro, al momento si stanno ultimando gli allestimenti, costati la Comune circa 380mila euro, sui quali vige un grandissimo riserbo: «Di sicuro il nostro è un progetto unico in Italia e speriamo raccolga interesse e curiosità – spiega il sindaco Cinzia Bossi – all'allestimento sta lavorando un gruppo di esperti, tra cui figura anche  Massimo Venegoni che ha ideato anche quello del Forte di Bard, e fino a lavori ultimati non vogliamo svelare troppo. Ciò che ci teniamo fin d'ora a puntualizzare è la filosofia alla base del progetto: Falseum non sarà un museo dei falsi, intesi come falsi quadri, falsi marchi e così via, sarà invece un percorso alla scoperta del falso, di come l'inganno intenzionale ha cambiato e cambia tuttora la storia». Il tutto attraverso un allestimento multimediale, composto da testi video, scenografie e percorsi didattici. Insomma, il falso farà scuola agli studenti, e magari farà riflettere gli adulti».