23 luglio 2019
Aggiornato 17:00
TV | RAI 1

Alessandro Averone protagonista di «Max e Hélène»

L'attore vercellese affianca Carolina Crescentini nella fiction scelta dalla RAI per il Giorno della Memoria.

VERCELLI - Ci sono Max e Hélène, sono giovani e sono innamorati, ma la guerra li dividerà per sempre. A volte basta una riga per riassumere la vita di due persone, ma per raccontare le loro emozioni, spingere il pubblico a conoscerli e immedesimarsi nel loro destino ci vuole dell'altro. Lo sa bene Alessandro Averone, giovane attore vercellese, che lunedì sera sarà protagonista insieme a Carolina Crescentini della fiction scelta dalla Rai per celebrare il Giorno della Memoria.

La pellicola si chiama proprio Max e Hélène, racconta una storia di guerra e tragedia come tante, e proprio per questo estremamente incisiva nel rendere vivido il ricordo della deportazione.

La narrazione è ispirata a un fatto reale e liberamente tratta dal romanzo omonimo di Simon Wiesenthal. Alessandro Averone attore di  teatro originario di Cigliano, si cimenta nei panni scomodi di Max, giovane studente di medicina ebreo che vive in una Venezia assediata, ma non si vuole allontanare per non lasciare la fidanzata. Quando viene catturato, Hélène (interpretata da Carolina Crescentini)  compie la scelta estrema di fingersi ebrea pur di stargli accanto. Tenteranno la fuga dal treno diretto al campo di concentramento, andrà male, lei verrà riacciuffata e dalla guerra non uscirà viva. Lui passerà il resto della sua vita ad inseguire il suo carnefice.

Il film andrà in onda lunedì 26 gennaio in prima serata su Rai Uno, accanto ai due giovani protagonisti anche Ennio Fantastichini, nei panni di Simon Wiesenthal, cacciatore di criminali nazisti. La regia è di Giacomo Battiato, che non ha nascosto la difficoltà nella scelta dell'attore protagonista, caduta poi su Averone. Complice forse la grande esperienza teatrale del giovane vercellese, abituato ormai a dare vita anche alla psicologia dei personaggi più complessi.

Max e Hélène è prodotto da Matteo Levi, sul cognome Levi vale la pena spendere altre due parole: fino al 6 aprile prossimo Torino ospita la mostra I mondi di Primo Levi. Una strenua chiarezza, allestita in memoria dello scrittore e in occasione del 70° della liberazione di Auschwitz. Solo per 15 giorni, in piazza Castello sosterà anche il vagone di un treno, ricostruzione fedele dei carri merci che trasportavano i deportati. Si potrà visitare, e non sarà un passeggiata.