24 giugno 2019
Aggiornato 21:30
Regione Piemonte

«Rimborsopoli», al via maxiprocesso

Anche il consigliere Leardi dovrà rispondere delle spese sostenute. Il calendario del processo è già stato fissato e procederà a tappe forzate fino al mese di maggio.

TORINO - È stato definito il «maxiprocesso dei testimoni» quello che è iniziato lunedì, perché i difensori dei 24 imputati hanno depositato tra tutti una lunga lista di persone da sentire davanti al giudice Silvia Bersano Bejey. Il calendario del processo è già stato fissato e procederà a tappe forzate fino al mese di maggio con, a volte una, a volte due udienze a settimana nel tentativo di arrivare presto alla conclusione di questa vicenda giudiziaria che ha travolto la politica piemontese ormai più di due anni fa.

Gli imputati, oltre a Roberto Cota cui è chiesto conto di spiegare perché ha speso circa 25 mila euro del gruppo per ragioni personali compresi i celebri «mutandoni verdi», sono Angiolino Mastrullo, Augusta Montaruli, Lorenzo Leardi, Rosanna Valle, Massimiliano Motta, Roberto Tentoni, Angelo Burzi, Michele Formagnana, Girolamo La Rocca, Daniele Cantore, Alberto Cortopassi e Rosa Anna Costa (tutti del Pdl, poi confluiti nei gruppi di Fi, Ncd, Fdi, Progett'Azione); Massimo Giordano, Roberto De Magistris, Federico Gregorio, Riccardo Molinari e Paolo Tiramani (Lega Nord); Michele Giovine (Pensionati per Cota), Michele Dell'Utri (Moderati); Luigi Cursio (Idv); Giovanni Negro (Udc); Andrea Stara (Insieme per Bresso); Maurizio Lupi (Verdi Verdi, che ha patteggiato la pena per peculato ma è stato rinviato a giudizio per truffa).

Infine, rinviata a giudizio c'è anche la figlia del consigliere Lupi, Sara, collaboratrice del gruppo dei Verdi Verdi accusati di aver percepito lo stipendio dal gruppo regionale mentre si trovava all'estero a concludere gli studi.