26 ottobre 2021
Aggiornato 04:00
Pitti Filiati

Filatura ancora in negativo, ma stop alla caduta libera

I dati 2014 frenano il trend che si assesta su -2,2%, da Firenze partono le prove di ricrescita.

FIRENZE – Il Pitti Filati di gennaio non è solo il luogo di anteprima mondiale delle nuove collezioni per la maglieria, è anche e soprattutto il primo momento di confronto tra i trend economici del vecchio e del nuovo anno. L'edizione 76 partita ieri non si esime, l'occasione arriva dai dati di chiusura previsionale per il 2014 di Sistema Moda Italia.

Cominciamo dalle cattive notizie, che sono sostanzialmente due. Primo: per il terzo anno consecutivo la filatura chiude con una performance complessivamente negativa, l'ultimo exploit di settore risale al 2011 con un +13,1% e un fatturato complessivo 3.376 milioni di euro, da lì in poi è stato il segno meno ad avere la meglio. Secondo: sulla dinamica di comparto incidono ancora i risultati poco floridi della filatura laniera, che a differenza di cotoniera e liniera stenta a riprendere il passo.

Passando alle buone notizie di positivo c'è che la caduta libera del settore sembra terminata: il 2014 ha dimezzato il ritmo di flessione sperimentato durante l'anno precedente, fermandosi ad un -2,2% di fatturato, contro il -4,3 dal 2013 e il disastroso -7,8 del 2012. Il valore della produzione italiana – epurata dal commercio di filati importati – dovrebbe evidenziare anch'essa un deciso ridimensionamento del ritmo di caduta, archiviando un -2,8%.

Insomma nel 2014 si è risalita pian piano la china, vediamo come. Nonostante un primo trimestre piuttosto vivace, nel corso dell'anno il mercato estero non si è rivelato pienamente favorevole al comparto, perdendo progressivamente velocità e penalizzando soprattutto la filatura laniera. Mediamente si stima su base annua un calo dell’export pari al -1,9%, sempre meglio del -3,3 del 2013. Se si focalizza l’analisi sui primi dieci mesi del 2014, sulla base dei dati ISTAT relativi all'estero, si rilevano dinamiche positive per cotone (+2,8%) e lino (+21,5%), mentre la laniera resta a -5%.

Per contro l'import analogamente a quanto sperimentato per la filiera del Tessile-Moda, ha invertito la tendenza e conquistato un risultato positivo, da ascrivere soprattutto al cambio di passo del filato in lana pettinato e per aguglieria.

Unendo i parametri e parlando in soldoni, il fatturato delle aziende sembra avvicinarsi ad un assestamento, con una base annua di 2.979 milioni di euro nel 2013 e 2.913 nel 2014.

Contestualmente vale la pena gettare uno sguardo anche al versante occupazionale dove non si è interrotto  il ridimensionamento che sta caratterizzando il comparto: la filatura laniera registra contrazioni comprese tra il -0,8% del primo trimestre e il -2,1% del terzo, mentre nel caso della filatura cotoniera si devono contabilizzare cali ben più accentuati in tutti e tre i trimestri. Il cambio di passo tuttavia c'è stato, il miglioramento delle performance potrebbe consolidarsi nel 2015 in un ritorno dell'intero settore in area positiva. Numeri e umori di Pitti faranno da primo utile termometro della situazione, già domani in chiusura della tre giorni di salone i commenti degli espositori daranno un quadro più esaustivo.