9 dicembre 2019
Aggiornato 10:30
Fotografia

#FEELPEOPLE party: i ritratti «di strada» di Stefano Ceretti a Cittadellarte

L'incontro con l'autore e con i #FEELPEOPLE in Biella alla Cafeteria luogoComune

BIELLA – Le foto sono tutte rigorosamente in posa, non scatti rubati, ma chiesti ed ottenuti in un rapporto di complicità – anche fuggevole e momentanea – tra fotografo e soggetto. Dei ritratti, insomma, dai quali possa trasparire l'essenza delle persone, in un momento di sincerità in cui ci si affida all'altro senza complicazioni né barriere.

Sentirsi se stessi, sentire gli altri: questa è l'anima di #FEELPEOPLE il progetto di Stefano Ceretti partito lo scorso anno e trasformatosi in una manciata di mesi in una specie di community, la comunità dei #FEELPEOPLE in Biella, i 250 biellesi ritratti dal fotografo in altrettanti scatti. Gli stessi scatti che venerdì sera erano appesi alle pareti della Cafeteria di Cittadellarte alla mercé di sguardi più o meno indiscreti, gli sguardi di chi ha cercato il proprio ritratto per vedere con curiosità che effetto fa uscire allo scoperto, accanto a quelli di chi è andato fin lì per curiosare, per vedere cosa bolle nella pentola della scena artistica biellese, o più banalmente se tra le foto c'era qualche faccia conosciuta.

Tanto basta, e avanza, perché venerdì sera il primo #FEELPEOPLE Party ha fatto il pieno e si è trasformato in un'occasione ghiotta per mietere nuove vittime. L'artista, infatti, ha colto l'occasione per improvvisare un set sul quale ha scattato altre immagini, che andranno a rimpolpare la produzione e la avvicineranno al traguardo dei 1.000 ritratti. Ma torniamo un attimo a come tutto è cominciato. L'idea di base è quella della Street-photography, uno stile in cui le fotografie vengono scattate con apparente spontaneità, sfruttando luce e ambiente senza dare particolare risalto agli sfondi, mettendo al centro della scena il soggetto, che può essere scelto anche con casualità, sulla base di un feeling del momento, di una curiosità inaspettata. Un sistema che Ceretti ha rodato durante i suoi viaggi fotografici all'estero in alcune grandi città, ma ciò può venire semplice a New York, può risultare ben più complicato in una cittadina di provincia. Insomma un ritratto di strada non è uno scatto rubato, il fondamentale resta che la persona sia d'accordo, e non è poi così scontato. Proprio da qui è nata la sfida: fotografare volti biellesi.

Tra noi gente di provincia in quanti sarebbero disposti a farsi immortalare per strada, dal primo che passa? Non che Stefano Ceretti sia assimilabile qui a Biella ad un semplice «primo che passa», ma la nota riservatezza piemontese può giocare la sua parte: «Io amo il ritratto, mi fa sentire («feel», appunto) più vicino alle persone e quanto più questa vicinanza sembra difficile da realizzare tanto più mi soddisfa nel momento in cui viene raggiunta – spiega il fotografo - quanto può essere facile lavorare a questo progetto in una città come New York ma quanto più affascinante può essere farlo a Biella! Mi piace camminare per le strade con la mia Fujifilm X100s al collo e immortalare chiunque accetti di mettersi in posa. Chi si farà fotografare dovrà «svelare il proprio io». Chi vedrà i miei lavori dovrà «sentire» le sensazioni che sono state mie al momento dello scatto».

L'altra sera se ne sono visti già 250, chi saranno i prossimi indigeni pronti a «farsi rubare l'anima»?