26 ottobre 2021
Aggiornato 05:00
Pitti Filati

2015 promettente per i filati d'alta gamma

Primi numeri e commenti da Firenze: «Pitti appuntamento fondamentale» dice Cesare Savio di Safil. «In fiera sentiment positivo» soddisfazione per Lincoln Germanetti di Tollegno 1900.

FIRENZE - Atmosfera caratterizzata da energia e laboriosità, con primi commenti che esprimono soddisfazione sia da parte delle aziende che da parte dei compratori internazionali. L'edizione n. 76 di Pitti Filati si è chiusa con i pollice alto, a confermarlo per primo è stato Raffaello Napoleone, ad di Pitti Immagine: «Pitti Filati riflette il trend di fiducia e positività che sta vivendo la filatura di alta gamma. Anche se nel 2014 il fatturato complessivo del settore ha registrato una lieve perdita, tra gli addetti ai lavori c'è un generale ottimismo, e una diffusa consapevolezza che anche per la filatura d'eccellenza siamo finalmente vicini a un turning point. Tra gli stand si respira un clima netto di soddisfazione: le aziende hanno presentato collezioni ad alto tasso di innovazione, e si è vista tanta qualità e ricerca nei contenuti moda. L’estero si sta confermando ancora una volta come volano del nostro sistema moda, a tutti i livelli e per tutti i comparti, con presenze che crescono non solo nei numeri ma anche nella qualità. E ci tengo a sottolineare che anche i dati di affluenza positivi del mercato italiano sono molto significativi, e attestano un cambio di passo che ci aspettiamo nell'immediato futuro».

Tra chi guarda con fiducia al 2015 c'è sicuramente Tollegno 1900, che per la divisione filati ha chiuso il 2014 con un +10% di fatturato e mette in conto un'ulteriore crescita del 6% per l'anno appena cominciato. Accanto ai dati di budget si mette in campo anche il potenziamento di alcuni mercati, primo su tutti quello statunitense, seguito da paesi UE e Italia, previsioni che hanno trovato riscontro nella tre giorni fiorentina: «Un buon risultato con affluenza costante, anche grazie ai nostri clienti fidelizzati in arrivo da tutto il mondo – ha affermato Lincoln Germanetti, AD Tollegno 1900 - Siamo soddisfatti, il sentiment della fiera è senza dubbio positivo. Tollegno del resto si contraddistingue per il suo «ottimismo ponderato». Siamo concreti e conosciamo le problematiche del momento, ma il nostro appeal sui mercati internazionali, specie sugli Stati Unici, si è confermato intatto ed anche sul mercato interno non abbiamo avuto cedimenti, due dati che ci permettono di affrontare il 2015 con serenità».  A differenza di altre realtà, Tollegno ha segnato un'evoluzione nel settore filati già nel corso del 2014 grazie alle forniture costanti ai maggiori marchi nazionali e alle collaborazioni con clienti che producono prevalentemente per l'esportazione.

In crescita anche la biellese Safil, con un +5% a chiusura di 2014, che si è presentata a Pitti con un allestimento originalissimo, ispirato al tema «Future is back» e ha proposto un viaggio nel tempo con le rappresentazioni del futuro tipiche delle serie TV anni Settanta e Ottanta abbinate alla visione odierna del futuro in maglieria. Ospite di eccezione il fotografatissimo costume di scena originale del telefilm Star Trek, l’uniforme icona nero e oro indossata da un personaggio femminile della sezione di comando della Starfleet, che ha sintetizzato lo spirito della collezione caratterizzata da creazioni knitwear di gusto futuristico. «Pitti Filati si è confermato un appuntamento fondamentale – ha commentato proprio per Safil Cesare Savio -  Abbiamo fatto circa 190 appuntamenti. Nuovi incontri ma anche clienti abituali che tornano ogni stagione per vedere le novità. Ci hanno visitato Italiani e stranieri in proporzioni equilibrate. Anche se la stagione primavera-estate non è quella di punta per una filatura a base laniera come la nostra, abbiamo arricchito l'offerta con lane estive mixate a lini, cotoni e fibre tecniche. Siamo un'azienda che innova sempre e guarda al futuro: è questo il motivo per cui ci siamo divertiti a proporre uno stand futuristico, "Future is Back", che ha destato tanto interesse e curiosità».

Tornando ai numeri, le prime proiezioni danno la chiusura di salone a quota 4.150 buyer con una crescita del 3% rispetto al gennaio 2014. L'estero traina le presenza con un +5,5% di compratori per un totale di circa 1.800 presenze straniere. Piccola ma confortante la crescita dei compratori italiani che si attesta sul +1%.
Tra i mercati esteri, quasi tutti in crescita - sia quelli europei sia quelli extra-Eu - le performance migliori arrivano da Stati Uniti (+30%), Giappone (+29%), Gran Bretagna (+18%), Francia (+5%),Turchia (+12%) e Cina (+41%); calo atteso, così come è stato anche per gli altri saloni di Pitti Immagine, per le presenze dalla Russia.