28 marzo 2020
Aggiornato 10:30
Fenomeni

Le «pollastrelle» e il romanticismo estremo

Cinquanta sfumature di grigio, l'evoluzione della Chik lit.

Chi di noi non vorrebbe trasformarsi da ragazzina pudica e impacciata a sogno erotico di un uomo affascinante, virile, giovane, intelligente e soprattutto ricchissimo?

Le 500 biellesi che siederanno al cinema Odeon per gustarsi la versione cinematografica di Cinquanta sfumature di grigio - beh magari 450, facciamo che qualche uomo a rimorchio, o che spera nel rimorchio, ci possa pure stare – insieme alle altre migliaia che questo week-end affolleranno le sale italiane, rappresentano l'evoluzione odierna del romanticismo femminile.

Cosa manca negli ultimi anni al cinema e, ancora più, alle serie televisive? Mancano il sogno e la trasgressione. I maschi l'hanno notato da un pezzo, ma pure noi femminucce: il sesso è passato in disuso. A dominare sono cadaveri, morti sospette, esami del Dna e mutilazioni. Al massimo si può virare sui denti aguzzi dei vampiri o sull'ospedaliero, con i flirt da corsia di Grey's Anatomy. Però parliamo di camici bianchi, e per quanto un dottore possa essere sexy a me viene sempre paura della prognosi.

I sani tempi della chick lit  - letteratura per pollastrelle – sembrano ormai lontani. Bridget Jones goffa e sfigatissima ha fatto ridere il mondo e ha pure fatto il suo tempo. Le quattro amiche di Sex & the city restano inarrivabili per sfacciataggine e outfit, ma dopo? Dopo è arrivata la saga di Twilight, amore sì, ma gotico e oscuro.

Era ora di ridare smalto ai sogni, e Cinquanta sfumatura di grigio su questo punto non scherza per niente.

Basta il trailer per capirlo: tutto è laccatissimo, perfetto, e la trasformazione della protagonista Anastasia Steele da giovane impacciata con cardigan blu, camicetta a fiori e brutta coda di cavallo a eroina del sesso estremo è così sofisticata da far impallidire quella di Anne Hathaway ne Il diavolo veste Prada.

La chiave è tutta qui: le donne vogliono sentirsi belle e desiderate. Se poi il desiderio prende vie un po' più tortuose del solito, tanto meglio per i botteghini.

Volutamente non mi soffermo sul lato hard né sulla trama. Evito di fare commenti sul piano letterario o cinematografico, perché in casi come questo ci si accontenta della fantasia «in purezza», l'importante è realizzarla, come poco importa. Se l'utente di versioni migliori delle stesso immaginario non ne conosce quello gli basterà e avanzerà. È come per il cibo, dipende dal palato. L'erotismo in letteratura  e nel cinema è materia ostica, con pochi casi davvero ben riusciti, e chi avrà la fortuna di incrociarli noterà ben bene la differenza. Nel frattempo un po' di pepe in salsa romantica non fa male a nessuno.

Per chi fosse vena di sottomissione – parola molto in voga in queste settimane negli ambienti letterari – attente però, la pratica del BDSM non prevede sempre la presenza di esemplari così riusciti. C'è il rischio di ritrovarsi «per le mani» e «nelle mani» di un master molto meno «aitante» di Mr. Grey, e dallo scarso fascino non c'è «safe word» che ci scampi. 

Per altro c'è già chi ritiene il protagonista maschile Jamie Dornan al di sotto delle aspettative.