2 giugno 2020
Aggiornato 17:30
Operazione umanitaria

Lavoro e integrazione sociale

Provincia di Biella ed Enaip insieme per un progetto di formazione che stanno svolgendo 12 cittadini stranieri, attualmente con lo status giuridico di «richiedenti asilo».

BIELLA - «Daremo un’opportunità a persone migranti, le quali svolgeranno una serie di servizi per la nostra comunità. Nessun buonismo ma un’occasione per il territorio e per uomini e donne, stranieri, in difficoltà». Con queste parole il sindaco di Occhieppo Superiore e presidente della Provincia di Biella, Emanuele Ramella Pralungo, spiega il progetto che ha preso il via nei giorni scorsi in collaborazione con Enaip/Biella. Si tratta di un corso di preparazione al lavoro finalizzato alla formazione di florovivaisti organizzato a Villa Ottino a Occhieppo Superiore rivolto a 12 cittadini stranieri, attualmente con lo status giuridico di «richiedenti asilo». Queste persone impareranno da agronomi, giardinieri ed esperti forestali gli elementi base per lavorare nelle aree verdi o nel settore vitivinicolo (preziosa la collaborazione con l’azienda viglianese Maria Reda).

Lezioni in classe e all'aperto. «Trecento ore di lezione e altrettante di stage presso aziende del territorio, per offrire una concreta possibilità di integrazione e di lavoro» dice Giovanna Fulcheri di Enaip, "tutor" del corso. Il direttore di Enaip, Alberto Ghibò spiega: «Sono state selezionate dodici persone che affronteranno un corso professionalizzate che, per esperienza, ha sempre offerto occasioni di lavoro vere, nonostante le note difficoltà del momento. Si tratta di un’attività formativa importante, che Enaip realizza da anni, in passato con altre categorie di persone svantaggiate. Grazie ad una serie di realtà territoriali ed alla collaborazione del Settore formazione della Provincia di Biella, oggi, è di nuovo possibile offrire questa possibilità d’inserimento nel mondo del lavoro».  

Operazioni umanitarie. Fanno parte del progetto anche l’associazione «Pace e Futuro» e il consorzio sociale «Filo da Tessere», in prima fila nella gestione del centinaio di cittadini soprattutto africani (provenienti da Mali, Gambia, Nigeria, Ghana e Senegal ma anche da  Pakistan e Bangladesh) presenti in Italia grazie all’operazione «mare Nostrum». E’ l’operazione di riscatto che ha permesso di salvare tantissime vite, sostituita ora da «Triton».

Parla l'operatrice umanitaria. «Si tratta di un percorso di inserimento lavorativo di grande qualità – aggiunge ancora Roberta Mo, referente del progetto per «Filo da Tessere» -. Queste persone, selezionate anche in base alle possibilità concreta di seguire l’intero corso, potranno imparare un mestiere e interagire con la realtà sociale dove sono ospitati. Il nostro lavoro sta anche nel creare un dialogo, non sempre facile, tra popolazioni locali e cittadini stranieri che si trovano in una realtà molto diversa rispetto a quella originaria, di cui sanno poco e nella quale sperano di costruirsi un futuro». I cittadini stranieri sono ospitati in diverse strutture del Biellese, tra cui villa Piazzo a Pettinengo e Villa Ottino a Occhieppo Superiore.