28 marzo 2020
Aggiornato 10:00
Via Italia, storie Biellesi

Quando l'eccellenza nasce dagli «scarti»

Maurizio Grosso ha ridato vita alla tradizione delle «camicie da campione»: capi di lusso provenienti dall'assemblaggio di tessuti differenti

BIELLA - C'è tutto in questa storia d'impresa. Tradizione. Cultura. Intraprendeza. Sguardo verso il futuro ma solo dopo aver imparato le lezioni del passato. Perché proprio da lì arriva l'idea di Maurizio Grosso: la «Camisa 'd campiun». Che nulla ha a che vedere con lo sport anche se la fatica c'entra. Eccome se c'entra.

La storia
Detta in poche parole le cose stanno così: da sempre le aziende producono molte fantasie di tessuti, da cui poi i disegnatori selezionano quella ritenuta più bella; che quindi diventa la linea dominate dell'offerta aziendale. Gli altri campioni, qualitativamente perfetti, vengono buttati via. Operai e operaie, in un'epoca dove nulla andava sprecato, perché non si poteva, utilizzavano questi metri e metri di stoffa per realizzare degli abiti da fatica. Erano quindi camicie, camiciotti e giacche dai colori irregolari, frutto di assemblaggi tra «scarti», e tuttavia di qualità. Quindi usate sia per andare negli alpeggi sia per momenti di festa, grazie ad un colletto bianco applicato. Si è fatto così per secoli, cioè da quando nacque nella prima metà dell’Ottocento l'industria tessile nel Biellese. In qualsiasi paesino delle nostre valli, chiunque abbia un minimo di dimestichezza con le fabbriche e i telai, sa di questa usanza. Usanza che si lega all'epoca in cui si lavorava in fabbrica ma si sapeva anche cucire a mano. Dove ogni famiglia aveva uomini e donne che lavoravano in qualche azienda, infatti, c'era poi un telaio tra le mura domestiche: per esigenze familiari o per arrotondare rispetto al salario.

Come nasce un'idea
Tutto questo Maurizio Grosso lo sapeva e bene. Perché vive a frazione Marchetto di Mosso, cuore dell'industria tessile biellese fino a soli pochi anni fa. E perché il padre Franco, è tra gli ideatori di «Storie di piazza», serie di rappresentazioni teatrali itineranti che recuperano le varie tradizioni dei paesi del Biellese. «Mia madre, sarta, cuciva gli abiti per questi spettacoli - racconta il giovane, 28 anni, nello spazio «SellaLab» di via Italia, poco prima d'illustrare il suo campionario ad alcuni clienti -. Quindi l'idea, nel 2011. Prima con un progetto sperimentale con il DocBi e la CNA Biella, che ha sostenuto la realizzazione di circa 200 camicie. Poi con la produzione vera e propria e quindi la commercializzazione. Il tutto a partire dal 2012 quando incontro Alexandr Platon e diventiamo soci». Platon, stilista di nazionalità moldava, lavorava come rappresentante tessile per importanti aziende locali e nazionali.

L'home page del sito «Camisa 'd Campiun»

L'home page del sito «Camisa 'd Campiun» (© Stefano Ceretti)

Camisa 'd campiun
«Oggi è un prodotto di lusso, che nasce da un'idea semplice - spiega ancora Grosso -. I tessuti sono certamente provenienti dagli scarti, ma perché i disegni non corrispondono alle scelte strategiche dei disegnatori aziendali. L'assemblaggio di forme e colori differenti rende le camicie, ma anche le giacche, pezzi unici. In pratica abbiamo una vera e propria linea di abbigliamento fatta di coppole, cravatte e papillon. Stiamo ricevendo molti riconoscimenti sia istituzionali sia commerciali, anche se i nostri numeri parlano di un centinaio di pezzi venduti all’anno. Vogliamo crescere». «Sono nato e cresciuto in un contesto familiare dove storia e tradizioni locali si miscelavano ogni giorno. Tutti in queste valli hanno familiari o parenti che lavoravano o lavorano in fabbrica – conclude Maurizio -. Quest'idea è venuta fuori quasi naturalmente. Io ci ho messo un po' di spirito imprenditoriale e la voglia di fare qualcosa, per me e per il territorio. Alexandr esperienza e conoscenze internazionali. Un sogno realizzato? No. Diciamo un primo passo». Ma ogni lunga marcia comincia proprio con un primo passo.