9 agosto 2020
Aggiornato 22:00
Sanità biellese

Favero e il PD: «Basta divisioni sull'ospedale»

L'amarezza della Senatrice democratica: «Posizioni anche strumentali, pensiamo piuttosto ai tanti nuovi posti di lavoro possibili. Parliamo di infermieri, tecnici e medici».

BIELLA - Quasi perde la sua proverbiale pacatezza, la senatrice Nicoletta Favero. Parla al telefono durante una riunione parlamentare, abbassando la voce. Eppure non c'è la fa. Quando l'argomento tocca il partito democratico di cui è uno degli esponenti più importanti del territorio, sbotta. Il che visto il suo carattere mite e comprensivo, la dice lunga sullo stato di salute del partito di Matteo Renzi sotto il Mucrone. Quando poi la discussione incrocia il capitolo ospedale, la Favero mostra tutta la sua amarezza.

OBIETTIVO TERRITORIO - «Tutte queste divisioni fanno male al partito e al territorio - dice quindi il parlamentare biellese -. E se penso all'ospedale penso credo che ci stiamo facendo del male da soli. Perché dovremmo essere tutti uniti. Invece questo non avviene. E lo dico da senatrice, che incrociando colleghi o amministratori in giro per l'Italia mi sente dire: ma è vero che l'ospedale di Biella viene ridimensionato? In che senso va salvato? E io allora a spiegare che non è così. Che la questione è più complessa. Che ci sono delle razionalizzazioni in atto, in un quadro di risparmio complessivo e di ottimizzazione di una sanità moderna e non più come nel Novecento. Ma niente. Le immagini dei cartelli e dei manifestanti che parlano di salvare l'ospedale restano. Con un danno incalcolabile per la struttura ospedaliera e il territorio insieme. Il fatto che anche persone del mio partito stiano dentro a questa logica mi fa ancora più male. Perché ci sono anche aspetti strumentali in queste istanze».

FUTURO - «L'ospedale biellese è un patrimonio del Paese. Perché costruito con i soldi di tutti i contribuenti italiani. Ma è certamente un'occasione di sviluppo per noi. A patto che diventi attrattivo verso l'esterno. Io sono in contatto con il presidente regionale Chiamparino e con i parlamentari della commissione sanità. Il mio impegno è massimo affinché l'ospedale possa diventare un'eccellenza, grazie al collegamento con le università e la presenza di medici che possano utilizzare al meglio le tante tecnologie acquistate. Inoltre è in vista l'allentamento del blocco delle assunzioni, che in Piemonte vorrà dire circa 600 nuovi posti di lavoro. Parliamo di infermieri, tecnici e medici. Almeno un centinaio potrebbero essere riservati al Biellese. Allora rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo insieme».