18 giugno 2019
Aggiornato 15:34
Lavoro

Disoccupazione in calo, anche a Biella

Il dato nazionale scende al 12,6%. Nonostante l'incertezza del manifatturiero il mercato del lavoro tiene anche da noi. Si stimano in tutto 940 nuove posizioni lavorative, poco più di metà in regime di assunzione e per il resto con contratti atipici.

BIELLA – Il 2014, con il record storico da quando se ne tiene il conto (1977), è finito e l'Istat apre il 2015 con un dato lievemente positivo: a gennaio la disoccupazione è scesa ancora. Dal 12,9% di dicembre si è arrivati al 12,6: siamo solo ad uno 0,1% di differenza rispetto la dato catastrofe di media annuale dell'anno scorso, tuttavia va segnalato un cambio di rotta.

A gennaio sono arrivati 11mila posti di lavoro in più rispetto a dicembre, un'inezia secondo l'Istituto nazionale di statistica, ma che val bene una menzione perché nell'arco dell'anno il mantenimento del trend attuale potrebbe farci portare a casa 131mila posti di lavoro in più.

Il ministro Poletti tira un sospiro di sollievo e dichiara soddisfazione, Renzi twitta «Più 130 mila posti di lavoro nel 2014, bene ma non basta. Ora al lavoro per i provvedimenti su scuola e banda ultra larga». A livello nazionale si segnalano scarti positivi in previsione anche su fiducia degli imprenditori e produzione.

E Biella? Biella, secondo i dati appena sfornati da Unione Industriale e Camera di Commercio non vede poi così rosa: almeno non nel manifatturiero. I recentissimi sondaggi per il primo trimestre 2015 dell'Uib danno gli industriali in lieve sconforto, continua a reggere bene l'export, punto di forza delle produzioni locali, ma nel complesso la produzione calerà dello 0,4%, e gli imprenditori confermano una discreta dose di incertezza. Comunque anche a Biella, l'occupazione tiene. L'industria, per prima, non si fa troppo influenzare dalla negatività e chiude il saldo ottimisti-pessimisti da -1,8% del trimestre precedente a un più incoraggiante 1,1%, con l'11,6% delle aziende che prevede di aumentare il numero degli occupati, contro il 10,5 che pensa a ridurre le proprie fila. Decisamente più nera la posizione del terziario, che in tema lavoro chiude le previsioni con un saldo del -9,5%, in forte discesa.

Per altro i dati Excelsior diffusi dalla Camera di Commercio confermano come la maggior parte delle assunzioni previste per il periodo gennaio- marzo 2015 sia nei cosiddetti «altri servizi» e nelle imprese con più di 50 dipendenti, decisamente meno affollate le fila dei neoassunti nel commercio.

Si stimano in tutto 940 nuove posizioni lavorative, poco più di metà in regime di assunzione e per il resto con contratti atipici. Dei 520 possibili nuovi assunti il 50% avrà comunque un contratto a tempo determinato, di questi l'11% saranno impiegati nel tessile.

Tornando un attimo ai dati nazionali, il dark side della statistica c'è, basta leggere bene: gli occupati sono 22milioni e 320mila, vale a dire il 55,8% della popolazione compresa tra i 15 e i 64 anni, il tasso di disoccupazione è al 12,6% - pari a 3milioni e 221mila unità – e il restante 36% degli italiani in età lavorativa? Sono le «povere anime» degli inattivi: se tra i giovani dai 15 ai 24 anni in molti studiano, e quindi la percentuale di effettiva non attività si smorza, restano molti i «grandi» che non fanno parte di alcuna categoria se non  quella di chi ha perso la speranza. Va detto, il tasso diminuisce dello 0,1% rispetto al mese precedente dell'1,3% rispetto a gennaio 2014, ma resta rilevante. Sul fronte giovani con il 2014 archivia – si spera – una disoccupazione che ha toccato il 42,7%.