18 dicembre 2018
Aggiornato 19:00

«Il futuro del mondo? Corre con i social»

Christian Zegna, Lorenzo D'Amelio e Davide Paganotti raccontano la start-up Socializers: «Aiutiamo le aziende a fare business con Internet».
Lorenzo D'Amelio, Christian Zegna e Davide Paganotti
Lorenzo D'Amelio, Christian Zegna e Davide Paganotti (SellaLab)

BIELLA - L'aria che si respira profuma d'America. Non quella degli emigranti che si spostavano sulle navi sfidando gli oceani ma quella che guarda dalle parti del futuro. Siamo però nel cuore del Biellese, poco sopra il torrente Cervo. Qui, non per caso, c'è uno spazio dove l'altroieri e il domani del mondo del lavoro si intrecciano in un modo evocativo, dando vita ad una realtà dalla sintesi suggestiva. Il viaggio sta tutto nell'immenso ex Lanificio Sella, denominato spazio «SELLALAB».

SUL CERVO – Questo è un luogo dove tutto è tecnologico e moderno, tranne il contesto che lo contiene: un gigantesco monumento di archeologia industriale dove la fatica, il sudore e le ansie di mestieri dimenticati sembrano impregnare ogni oggetto. L'ex lanificio sa infatti di pietra e di metallo, emanando una forza antica, di tempi forse eroici e certamente lontani. L'esatto contrario di adesso, dove, giovani e meno giovani che lavorano all'interno di questo possibile «non luogo» (si potrebbe essere in California o in India) pare abbiano annullato la fatica fisica dello svolgere il proprio mestiere. C'è infatti un senso di leggerezza e di quiete, ovunque, in questi spazi. Ogni dettaglio è minimalista.

Le persone si alzano dalle proprie postazioni di lavoro, vanno a prendere il caffè alla macchinetta, e si sorridono sempre con aria assorta e leggera. Tutti lavorano ma nessuno pare avere un capo o una scadenza imminente sulla testa. Ognuno pare l'imprenditore di se stesso. Non si vedono, ma ci sono sogni e progetti, sicuramente ambiziosi. Nessuno è mai nervoso o stressato. Se qualcuno mettesse della musica classica in filodiffusione sarebbe un luogo addirittura perfetto. Si pranza insieme, spesso con cibi che qualcuno ha preparato a casa, in una stanza comune, tra frasi zen e appelli alla condivisione.

Gli spazi di SellaLab

Gli spazi di SellaLab (© SellaLab)

Lo spazio «SELLALAB» si sviluppa in una serie di laboratori al piano terra. C'è chi ascolta musica, solo con le cuffie, nessuno alza la voce quando parla con il vicino di scrivania. Tutti hanno qualcosa da fare ma nessuno saprebbe indovinare cosa, a prima vista. Le pareti sono spoglie e bianche. Grandi i tavoli, con più sedie e allacciamenti per i computer. Niente calendari, solo qualche libro (in inglese) e un paio di giornali. Tutti hanno pc di ultima generazione. Ci giovani uomini e giovani donne che lavorano, rigorosamente con Internet. Con il futuro.

ECCO NOI, PER ESEMPIO – Tipi come Lorenzo D'Amelio, Davide Paganotti e Christian Zegna. Che insieme hanno dato vita ad una delle molte «start-up», si chiama «Socializers», ospitate in questo edificio. In pratica aiutano le aziende a migliorare i propri affari, qui direbbero ovviamente il proprio «business», attraverso i «social media». Un discorso che passa soprattutto dalla pubblicità. Ma non solo. «Tutto nasce nella primavera del 2013 - spiega Zegna, 30 anni, biellese, un passato nel mondo del volontariato -. Lavoravamo nel settore delle cooperative no-profit. Volevamo  migliorare i nostri numeri. Quindi ci siamo messi insieme, facendo squadra. La strada giusta ci è subito sembrata quella del web. Abbiamo quindi incontrato SELLALAB, dove ci hanno messo di fronte ad un bivio: diventare dei professionisti o lasciare perdere; diventare dei numeri uno o lasciare perdere. Abbiamo accettato la sfida... E siamo partiti. Subito abbiamo intravisto delle praterie da conquistare, perché l'Italia rispetto agli Stati Uniti era ed è indietro. Ma presto abbiamo anche capito le difficoltà per emergere in un contesto che pare una giungla. Perché dobbiamo sempre essere aggiornatissimi, in un mondo che cambia velocemente e dove i competitor sono giganti. Siamo in un contesto in cui le regole di oggi possono cambiare domani».

IL LAVORO«I social network sono perfetti per farsi conoscere da un preciso pubblico di potenziali clienti - spiega ancora Zegna, alto, dinoccolato, fisico senza un filo di grasso -. A un'azienda che vende cioccolato, possiamo offrire la possibilità di essere conosciuta da persone amanti del cioccolato. Premessa: "Facebook" ha circa 27 milioni di utenti, in Italia, con 17 milioni di visite individuali ogni giorno. Un oceano... Rivolgersi a tutto e a tutti è impossibile. La pubblicità è tanto più efficace quanto è mirata, specifica. Quindi se un negozio vende prodotti per bambini, possiamo fare in modo che i prodotti offerti arrivino all'attenzione di giovani coppie... Lo si fa attraverso strumenti informatici. Facebook, Twitter e gli altri social solo infinite banche dati, con milioni di utenti che lasciano le proprie tracce: gusti, acquisti recenti, interessi e dati anagrafici o familiari. Tracce preziose per noi e per le aziende che vogliono farsi conoscere e che possono investire in campagne pubblicitarie mirate».

Christian Zegna

Christian Zegna (© SellaLab)

IO, CHRISTIAN«Ho iniziato a usare i social nei primi anni del Duemila – spiega il giovane, appassionato di corsa, e socio del gruppo «Biella running», ma anche tifoso della Pallacanetro Biella e presidente della squadra di calcio giovanile «Tigers - Prealpi Biellesi» -. Era un modo per stare in contatto con degli amici tedeschi, conosciuti in un progetto di scambio culturale internazionale. Da allora non ne posso fare a meno. Ma senza eccessi. Lavoriamo tanto, ma senza essere maniaci. Se si deve tirare fino a tardi, si fa. Se il week end va dedicato ad un progetto, nessuno si tira indietro. Ma se voglio fare la mia ora di corsa durante la pausa pranzo, nessuno mi dice nulla. Abbiamo una vita normale, non da film. Non si possono fare certi lavori senza passione, senza spirito di sacrificio e di adattamento. E penso alle esigenze dei clienti, che a qualsiasi ora possono telefonare e chiedere spiegazioni, informazioni o consulenze...».

IL FUTURO«Non abbiamo smesso di pensare che si possono migliorare le cose, se non proprio cambiare il mondo – aggiunge Zegna, guardandosi intorno, mentre sorseggia un tè caldo -. E penso alla collaborazione che abbiamo instaturato con il Comune di Biella, durante un evento. In pratica consigliammo di attrezzare la città per il servizio Whatsapp. Un appuntamento dove parlammo del concetto di 'smart city', realizzabile attraverso l'uso del web. Ma non è tutto rose e fiori, non lo nego. I grandi gruppi contano più di quelli piccoli, anche qui. Costi e regole cambiano velocemente e non sempre in modo, diciamo così, democratico. Noi siamo in mezzo a questo movimento, mondiale, con le nostre offerte di consulenze e di sviluppo per le aziende. Oggi ne abbiamo una ventina, di piccole e di medie dimensioni».

«Ho sempre pensato che Internet fosse un'opportunità epocale, un modo per migliorarsi e per migliorare la vita di tutti. E ci credo ancora. Fortemente» conclude Zegna, con un sorriso franco.