23 maggio 2018
Aggiornato 05:00
Camera di commercio

Cresce l'export biellese: +3,7%

Il dato è relativo al 2014 rispetto all'anno precedente. Il presidente Fortolan: «Dati incoraggianti. Il sistema camerale, da sempre impegnato a supportare le imprese nell’internazionalizzazione, deve continuare a sviluppare e promuovere i rapporti economici e commerciali con l’estero».

Boccata d'ossigeno incoraggiante per l'industria biellese (© vitalebarberiscanonico.it) (© )

BIELLA - Buone notizie dal comparto industriale. Nel 2014, il valore delle esportazioni biellesi ha raggiunto la quota di 1,6 miliardi di euro, registrando un aumento pari al 3,7% rispetto ai dodici mesi del 2013. Le variazioni trimestrali delle vendite provinciali all’estero del 2014 rispetto all’anno precedente sono state pari a +6,1% nel I trimestre, +3,6% e +1,1% nel II e III trimestre e +4,1% nel periodo ottobre-dicembre 2014. L’incremento dell’export biellese nell’anno 2014 risulta superiore sia alla media nazionale (+2,0%), sia a quella piemontese (+3,3%).

IL PRESIDENTE - «L’export continua a rappresenta il principale motore della nostra economia e, nonostante il rallentamento di alcuni importanti mercati, si è registrata una dinamica positiva di altri Paesi. I dati emersi a livello locale sono incoraggianti, in particolare, le vendite all’estero dei prodotti del tessile/abbigliamento, che rappresentano il 77% dell’export provinciale, rilevano buoni risultati in tutti i comparti. Il sistema camerale, da sempre impegnato a supportare le imprese nell’internazionalizzazione, deve continuare a sviluppare e promuovere i rapporti economici e commerciali con l’estero» dichiara Andrea Fortolan, presidente della Camera di Commercio di Biella.

IL PUNTO - Complessivamente, il risultato delle vendite all’estero è dovuto alle variazioni positive registrate dai macro-settori delle attività manifatturiere (+3,6%), dell’agricoltura, silvicoltura e pesca (+8,9%) e degli altri prodotti (+36,4%). All’interno delle attività manifatturiere, ad eccezione della meccanica e delle altre attività manifatturiere che hanno rilevato un calo (rispettivamente pari a -2,4% e -1,5%), tutti i settori presi in esame hanno registrato un incremento: gli alimentari (+70,3%), i prodotti tessili (+5,9%) e gli articoli di abbigliamento (+1,0%). Scendendo ulteriormente nel dettaglio dei prodotti tessili si rilevano performance positive sia per i filati di fibre tessili (+2,0), sia per i tessuti (+7,8%), che per gli altri prodotti tessili (8,5%). Per quanto concerne i mercati di sbocco, il bacino dell’UE 28 si conferma la destinazione principale delle esportazioni biellesi, attirando il 56,8% delle vendite all’estero.

ESTERO - Si rivelano positive le esportazioni verso la Germania (+0,9%), il Regno Unito (+2,5%), la Romania (+15,3%), il Portogallo (+25,6%), la Bulgaria (+21,1%), la Polonia (9,7%), i Paesi Bassi (+5,3%), il Belgio (+8,2%) e la Repubblica Ceca (+65,4%), mentre sono in diminuzione le vendite all’estero verso gli altri principali partner commerciali europei, tra cui si segnalano i cali registrati dalla Francia (-10,4%), che rappresenta il nostro secondo mercato di sbocco in Europa, dall’Austria (-11,8%) e dalla Spagna (-2,3%). In totale, l’export biellese diretto verso i paesi dell’area comunitaria ha rilevato una dinamica positiva pari a +3,5%. Anche le vendite all’estero dirette ai partner extra-Ue 28 nei dodici mesi del 2014 hanno registrato un incremento (+4,0%), grazie soprattutto ai risultati conseguiti dalla Svizzera (+10,4%), dalla Turchia (+15,7%), dal Giappone (+4,2%), dagli Stati Uniti (+15,8%), dalla Corea del Sud (+41,7%). Risultano, invece, in decremento le esportazioni verso la Cina (-9,7%), Hong Kong (-7,4%) e la Russia (-5,7%), a causa delle misure restrittive imposte dalla Federazione Russa in seguito alle sanzioni introdotte dalla UE.