13 dicembre 2018
Aggiornato 02:00

Quattro biellesi nell'inferno di Tunisi

Si tratta di partecipanti ad una crociera con la Costa Fascinosa. Paura per madre e figlia, vicine al museo colpito. Il marito, rimasto a Biella per motivi di lavoro, ha saputo dell’attentato dalla televisione.
Unità speciali della polizia con un probabile terrorista arrestato
Unità speciali della polizia con un probabile terrorista arrestato ()

BIELLA - Tanta paura e orrore ma nessun pericolo. Un gruppo di biellesi (almeno quattro, ma potrebbero essere molti di più) ha vissuto quasi in diretta l’attacco terroristico al museo di Tunisi. Si tratta di crocieristi a bordo della Costa Fascinosa, partiti per una vacanza di tardo inverno nel Mediterraneo. L’esperienza più drammatico è stata quella di due donne residenti in città, madre e figlia, che si trovavano proprio nella zona del feroce attentato. Il marito, rimasto a Biella per motivi di lavoro, ha saputo dell’attentato dalla televisione. Si è quindi subito messo in contatto con il personale della Prefettura per avere informazioni dei propri familiari. L'uomo infatti ricordava che moglie e figlia avrebbero visitato Tunisi proprio oggi. Il viceprefetto Davide Garra s’è messo in contatto con l’unità di crisi della Farnesina, a Roma, per avere notizie sui biellesi presenti. Le due donne si trovavano effettivamente a poche decine di metri dal museo del Bardo quando il commando di terroristi è entrato in azione. Non si sono fatte nulla né sono state prese in ostaggio. A dare la buona notizia all'uomo sarebbe stato un telegiornale. L'uomo ha infatti visto inquadrate la moglie e la figlia, tenute in una zona protetta dalle forze dell’ordine. Successivamente è riuscito a mettersi in contatto con loro e ad avere la conferma che erano risalite a bordo della nave.