15 maggio 2021
Aggiornato 17:00
Disabilità e integrazione

Biella, storie di lavoro e di successo

Ex allievi dei corsi Enaip raccontano come ce l'hanno fatta a trovare un impiego, tra crisi economica e difficoltà personali. Ora il futuro pare davvero fare meno paura.

BIELLA - «Fuori di qui ci sono aziende che hanno bisogno di voi, delle vostre qualità e capacità. Anche se non siete perfetti, se non siamo perfetti, possiamo essere preziosi. Non permettete a nessuno, e soprattutto a voi stessi, di dire che non siete in grado di lavorare e di essere utili». Brillano gli occhi ad Alberto Ghibò, direttore di Enaip/Biella, quando Michele Simone inizia a raccontare la sua storia d'inserimento nel mondo del lavoro. Gli alunni sorridono, ascoltando con attenzione e rispetto il racconto dell'ex allievo del corso. Lui insiste: «Ero disoccupato, da cinque o sei anni. Mi sentivo inutile. Demoralizzato. Arrabbiato. Stavo a casa a non fare niente. Una situazione bruttissima. Poi l'anno scorso ho frequentato questo corso di formazione e ho avuto la mia occasione, che ho preso al volo. E ho iniziato a stare bene. Oggi lavoro, fatico, guadagno e ho una vita normale. Consigli? Non mollate mai. Non demoralizzatevi e soprattutto non chiudetevi in voi stessi. Mettetevi in gioco e sfidate le vostre disabilità. Tutti ne abbiamo». Gli insegnanti e gli allievi del nuovo corso istituito dall'agenzia di formazione, che ha sede a Chiavazza, aspettano qualche istante e poi applaudono il racconto quasi eroico di questo uomo di 44 anni, dipendente della Conad di Occhieppo Inferiore, assunto con la qualifica di magazziniere.

IL DIRETTORE – «Organizziamo questi tipi di corsi da molti anni – spiega Alberto Ghibò -. Offriamo a persone con disabilità intellettive o fisiche, a volte lievi a volte serie, la possibilità di imparare un mestiere e di inserirsi nel mondo delle imprese. Nel Biellese ci sono moltissime aziende sensibili a questi temi, con datori di lavoro vicini agli aspetti sociali del lavoro. Un discorso che non vale per tutti: ci sono aziende infatti che pur di non avere dipendenti con disabilità, come prevede la legge, pagano delle multe».
«Il nostro compito sta nella selezione dei candidati, che devono avere i requisiti per poter puntare concretamente a trovare un impiego - aggiunge Ghibò -. Ci occupiamo della formazione, teorica e pratica, della fase di stage e infine d'inserimento in azienda. Anche se non saremmo tenuti a farlo, anche dopo la regolarizzazione del rapporto, ci preoccupiamo che tutto continui per il meglio tra l'ex studente diventato lavoratore e l'azienda».

LE STORIE - Anche Silvia Rastello è una protagonista di questo incontro organizzato per dimostrare agli allievi del nuovo corso «Fal» che ce la si può fare. «Pure io non lavoravo da tempo – spiega la donna, 26 anni, impiegata alla Confesercenti -. Su questi banchi ho imparato tante cose, tra cui la più importante è stata l'avere fiducia in me stessa. Oggi lavoro in un ufficio. All'inizio non è stato facile. Ero e sono timida. Ma passo dopo passo ho imparato a sbrigare le varie attività. Grazie ai colleghi che all'inizio mi hanno aiutato, poco alla volta mi sono resa indipendente. Adesso mi sento, e forse sono davvero, come tutti gli altri... Fate così anche voi: non abbattetevi. Non rinunciate alle opportunità che ci sono in giro».
«Guadagnarsi la pagnotta è una sensazione bellissima – dice Riccardo Bracco, 28 anni, magazziniere, sulla stessa lunghezza d'onda -. Non chiedere i soldi a papà mi rende davvero libero. Il lavoro è un po' come una sfida. Bisogna impegnarsi al massimo, lottare. Non aver paura di chiedere aiuto, senza vergogna. Io ce l'ho fatta, quindi, potete farcela anche voi».
«Bisogna metterci grinta. Ho iniziato con uno stage all'Esselunga, attivato da Enaip, finito il quale mi hanno assunto come magazziniere. All'inizio le tante cose da fare mi spaventavano. Un passo alla volta però ho imparato. Non credo che mi abbiano regalato qualcosa... Tranne, certo, l'opportunità di provarci. Io non me la sono lasciata sfuggire. Fatelo anche voi» racconta Matteo Carli, 21 anni, magazziniere.

LA RESPONSABILE – «Il nostro lavoro è in concerto con i servizi e i consorzi sociali del territorio, oltre al centro per l'impiego della Provincia di Biella Servizio Collocamento Mirato – spiega Donatella Liviero, responsabile per Enaip per questo tipo di corso di formazione al lavoro riservato per persone disabili -. Da anni esiste una vera e propria rete, che consente ad un buon numero di nostri studenti di trovare lavoro. Non tutti ce la possono fare. Quindi il nostro compito è selezionare uomini e donne che possano sviluppare le capacità necessarie per essere compatibili con il mondo del lavoro, anche tenendo conto della crisi economica. Per esempio servono autonomia e capacità di attenzione che non tutti hanno o a sufficienza».  

L'INCONTRO – Ci sono molte frasi commoventi e perfette in questo incontro tra gli allievi dell'anno passato e quelli ancora alle prese con libri e lezioni, cui ha partecipato il giornalista Paolo La Bua. Ma sono gli sguardi ad avere davvero importanza. Gli studenti e i lavoratori si scrutano e si osservano per tutta l'ora dell'incontro, tra riflessioni e domande. Come corpi separati da uno specchio. C’è un po’ di tensione all’inizio, che si scioglie con il passare dei minuti e col crescere della consapevolezza che ciascun allievo ha davanti a sé l’opportunità di potercela fare. Ora il futuro pare davvero fare meno paura.