25 luglio 2021
Aggiornato 20:00
Il commento

Angelico alle corde. Quanto vale il «progetto giovani»?

Treviglio costringe Biella allo spareggio (mercoledì sera). Senza Voskuil la squadra pare aver smarrito certezze e fiducia nei propri mezzi

BIELLA - Chi l'avrebbe mai detto: Angelico Biella sull' 1 a 1 contro una squadra di Serie B nella serie play off del campionato di basket di Lega Due/Gold. Senza contare che il gruppo si porta dietro pure tanta negatività, appiccicata addosso già dalla prima partita al «Forum», vinta, ma con il fiatone. Probabilmente nessuno. Dopo la brutta prestazione di ieri, da più parti, c'è stata la chiamata generale alle armi: salvare la patria, i conti si faranno dopo, si sente dire e si legge. Giustamente. Mercoledì quindi si gioca per vincere o morire, metaforicamente parlando. Obiettivo passare il turno, per poi vedersela con Casale, contro cui perdere (eventualmente) sarebbe meno doloroso che contro Treviglio (squadra senza stranieri e neanche arrivata prima nel suo girone).

IL PUNTO - Ma qual è il punto della situazione? Secondo noi il «progetto giovani» su cui Pallacanestro Biella ha creduto fin dall'anno scorso, per rinascere dopo la retrocessione dalla Serie A ed il rischio di scomparire. Cioè: quanto valgono davvero i ragazzi di coach Fabio Corbani... E parliamo ovviamente di De Vico, di Chillo, di Lombardi e (in parte) di Laquintana, che però è di proprietà di Capo d'Orlando. Poco. Tanto. Nella media. E soprattutto quanto possono valere l'anno prossimo o fra due stagioni? Perché il presidente Massimo Angelico vuole riportare Biella nel paradiso della serie superiore. Prima o poi, almeno. Forse non l'anno prossimo. Ma a partire dall'annata successiva il club potrebbe tentare l'assalto a cielo, messi a posto i conti su cui pesano debiti pregressi. Con chi, stranieri a parte? Da chi dovrebbe essere formato il nucleo di italiani (che fanno la differenza) con il quale costruire l'ossatura della rosa per vincere? Certo da nessuno dei giocatori visti nelle ultime due partite.

 LA VERITA' - La sconfitta di ieri, e la vittoria risicata di giovedì scorso, stanno dunque facendo scricchiolare alcune certezze date per acquisite nelle ultime due annate. E cioè l'idea di avere un'intelaitura buona, cui bastava aggiungere un paio di elementi per fare il salto di qualità. Ma se è bastata una squadra di serie B per mettere alle corde la formazione rossoblù, solo perché priva della stella Alan Voskuil, qualcosa non quadra. L'Angelico nel corso della stagione ha sconfitto corazzate come Casale, Brescia e Torino e fatto tremare l'invincibile armata di Verona. E' stato solo merito dell'americano, ora infortunato, e non sostituito degnamente? Nessuno ci vuole credere. A parlare però deve essere il campo. Mercoledì al "Forum" la palla passa dunque ai giovani dell'Angelico, per capire dove albeggi la verità.