22 settembre 2019
Aggiornato 10:00
Indagine congiunturale

L'industria biellese segna un'altra flessione

Calo di produzione nel primo trimestre dell'anno. Per il secondo, invece, il sentiment è di moderato ottimismo da parte di Uib e Camera di Commercio

BIELLA - Camera di Commercio e Unione Industriale diffondono insieme i risultati delle rispettive indagini, con l’obiettivo di monitorare l’andamento della congiuntura nella provincia biellese. Mentre i dati dell'ente camerale fotografano l'andamento del primo trimestre del 2015, l'analisi confindustriale raccoglie le previsioni degli imprenditori per il secondo trimestre del 2015.

IL PRESIDENTE - «I dati sulla produzione manifatturiera biellese nel primo trimestre dell'anno mostrano una lieve flessione. Al rallentamento della produzione dell'1% si accompagna un calo degli ordini provenienti dall'Italia e dall'estero, anche se il fatturato ottenuto dalle aziende locali con le vendite oltre confine si mantiene consistente. Filatura a parte, tutti gli altri settori del tessile fanno registrare numeri positivi, per cui possiamo dire che i segnali di ripresa ci sono, anche se non ancora stabili. Ecco perché dobbiamo continuare a sostenere le nostre imprese, soprattutto nel processo di internazionalizzazione, aiutandole ad entrare in nuovi mercati e ad affrontare quelli già consolidati» ha dichiarato Andrea Fortolan, presidente della Camera di Commercio.

UIB - Il vice presidente dell'Unione Industriale Biellese, Emanuele Scribanti, aggiunge: «Il sentiment moderatamente ottimista degli imprenditori per il secondo trimestre del 2015 è frutto di aspettative incoraggianti legate all'andamento dell'economia a livello nazionale e internazionale. Rispetto ai primi mesi dell'anno, infatti, oggi le prospettive sono più ottimistiche per quanto riguarda l'andamento della produzione industriale locale, grazie soprattutto alle buone previsioni degli ordinativi per l'export, mentre rimangono negative le attese sulla redditività. Tale visione si riflette anche sul fronte occupazionale, che si conferma stabile. Va evidenziato che tale andamento varia in base ai diversi settori: la filatura, in particolare, soffre una situazione di incertezza. Continua ad essere evidente, dunque, la centralità dei mercati stranieri nella strategia di business delle aziende del distretto, che presidiano le nicchie globali dell'alta gamma. Un altro segnale incoraggiante in questo senso è emerso dalla ricerca «Esportare la Dolce Vita» di Confindustria e rileva l'ulteriore espansione dell'export di prodotti di lusso nei primi 30 Paesi emergenti che, nei prossimi 5 anni, potrà crescere del 45%, raggiungendo i 16 miliardi di euro».

I DATI - Nel periodo gennaio-marzo 2015, la variazione tendenziale grezza della produzione industriale rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente è stata pari a -1,0 punti percentuali, risultato peggiore rispetto a quello registrato a livello regionale (-0,4%). Questo è il risultato emerso dall’indagine congiunturale sull’industria manifatturiera biellese, condotta dalla Camera di Commercio di Biella nell’ambito dell’analisi congiunturale regionale. La rilevazione è stata condotta nel mese di marzo 2015 con riferimento al periodo gennaio-marzo 2015. Il decremento della produzione industriale biellese è il risultato degli andamenti negativi dei settori della filatura (-8,2%) e delle altre industrie manifatturiere (-0,6%). Risultati positivi sono, invece, concretizzati dai settori della tessitura (+6,6%), del finissaggio (+2,7%), delle altre industrie tessili (+0,7%) e delle industrie meccaniche (+0,4%). Sono risultati in calo sia gli ordinativi provenienti dal mercato nazionale (-1,9%), sia gli ordinativi esteri (-1,3%). Il fatturato estero risulta in incremento (+3,1%).