21 novembre 2019
Aggiornato 19:30
Servizi pubblici

«Territorio e istituzioni ignorate da Poste Italiane»

Chiuderanno 6 uffici, da settembre. La rabbia di Ramella Pralungo, Presidente della Provincia: «Ci adegueremo, valutando le offerte del mercato alternative all'azienda»

BIELLA - E' infuriato il presidente provinciale Emanuele Ramella Pralungo. E promette battaglia. Conoscendo il soggetto, Poste Italiane ha di che preoccuparsi. I fatti sono i seguenti: degli uffici a rischio di chiusura o di drastica riduzione di orario si è salvato solo quello del Favaro... «E ci mancava ancora - ironizza Ramella Pralungo -. In pratica non sono state ascoltate le esigenze del territorio. Poste Italiane ha di fatto ignorato le richieste dei sindaci e delle istituzioni locali. Un fatto grave e inaccettabile sul piano dei rapporti istituzionali». Da qui la rabbia di Emanuele Ramella Pralungo, che annuncia un vero e proprio sabotaggio: chiederà ai sindaci di non affidarsi più a Poste Italiane per la propria corrispondenza e di rivedere, man mano che scadranno, i contratti di affitto dei locali messi a disposizione. «Il tutto ovviamente nel pieno rispetto della legge - precisa -. Io capisco che lo Stato ha tagliato i fondi in favore di Poste Italiane, che si è dovuta adeguare con riduzioni. Ma quello che doveva essere un dialogo tra le parti si è rivelato in una sorta di presa in giro».

TAGLI - Dal 7 del prossimo mese di settembre gli sportelli di Cossato (Ponte Guelpa), Crocemosso, Pratrivero, Oropa, Biella/Piazzo, Vigliano (piazza Roma) saranno chiusi. E ancora: quelli di Borriana, Cerreto, Curino, Donato, Mezzana, Ronco, Soprana, Sostegno, Zumaglia e Vaglio saranno aperti solo per tre giorni a settimana. Grazie ad un accorto che aveva visti impegnati Poste Italiane, Regione, Anci e Uncem, nello scorso mede di giugno, vennero salvati gli uffici di una serie di comuni montani (Piedicavallo, Quittengo, Crosa, Casapinta, Ternengo e Torrazzo).

IL PRESIDENTE - «E' il metodo che non è accettabile - concludere Ramella -. I sindaci. La loro assemblea. Il presidente della Provincia. Nessuno è stato ascoltato, al fine di tutelare le esigenze dei cittadini. Ne prendo atto. E ci adegueremo valutando tutte le opportunità alternative che il mercato offre».