9 agosto 2020
Aggiornato 22:30
Politica e territorio

Favero (Pd): perché Biella non vuole la mobilità elettrica?

La senatrice del Partito democratico: ha fatto bene «il Piemonte a mettere a punto uno schema di convenzione con il ministero dei Trasporti d'intesa con i comuni di Alessandria, Collegno, Novara, Torino e Vercelli per la realizzazione di reti di ricarica integrata per bus elettrici e veicoli privati. Manca il capoluogo laniero. E' un peccato»

BIELLAIncentivare la mobilità elettrica anche a Biella. Lo ha auspicato la senatrice del Partito democratico, Nicoletta Favero, intervenendo sull'argomento con una nota.

IN PIEMONTE SI FA, A BIELLA NO - Per l'esponente del Pd ha fatto bene «l'amministrazione regionale del Piemonte a mettere a punto uno schema di convenzione con il ministero dei Trasporti d'intesa con i comuni di Alessandria, Collegno, Novara, Torino e Vercelli per la realizzazione di reti di ricarica integrata per bus elettrici e veicoli privati. All'elenco dei comuni, manca la città di Biella. E' un peccato perché si è persa una buona occasione per migliorare il nostro territorio. Mi auguro che si possa porre rimedio in qualche modo».

ITALIA HA GRANDI POTENZIALTA' - Secondo la senatrice «la diffusione della mobilità elettrica sta vivendo una decisa accelerazione in Europa, con un forte aumento del numero di immatricolazioni di auto elettriche favorito anche dalle diverse politiche di incentivi attuate in molti Paesi. L'Italia è al momento estromessa dal generale trend di crescita nonostante esistano enormi margini di potenziale diffusione per i veicoli elettrici: abbiamo il più alto tasso di immatricolazioni al mondo dopo gli Stati Uniti ( 60 milioni di persone, 37 milioni di autovetture: più di un auto ogni 2 persone )».

SERVE SCHEMA NAZIONALE - Il problema, ha spiegato Favero, è che in Italia la mobilità elettrica è frenata sopratutto dalla «carenza di stazioni per la ricarica e dai costi d'acquisto più elevati rispetto ai veicoli tradizionali. Si sente la necessità di uno schema nazionale di incentivi all'acquisto che dia il senso di una scelta chiara e di lungo periodo. Ad oggi, infatti, lo sviluppo della mobilità sostenibile nelle città italiane è affidato all'implementazione di alcuni progetti pilota, talvolta anche innovativi ed efficaci, da parte delle amministrazioni locali, che tuttavia soffrono della mancanza di un chiaro indirizzo nazionale».