29 giugno 2017
Aggiornato 09:00
Territorio

Inizia la stagione dei funghi: come rincasare con la gerla piena (e senza multe)

Qualche appassionato alla ricerca di porcini estivi ha già incominciato a battere i boschi delle valli Biellese, rese fertili dalle piogge che hanno incominciato ad abbattersi sulla provincia. Ecco le regole della Regione che disciplinano la raccolta degli epigei spontanei per il 2015, e diamo ai nostri lettori qualche consiglio per non tornare a casa a mani vuote

Funghi porcini (© )

BIELLA – La stagione della raccolta funghi è alle porte e qualche appassionato alla ricerca di porcini estivi ha già incominciato a battere i boschi delle valli Biellese, rese fertili dalle piogge che hanno incominciato ad abbattersi sulla provincia dalla settimana di Ferragosto. Illustriamo le linee guida della Regione Piemonte che disciplinano la raccolta degli epigei spontanei per il 2015, e diamo ai nostri lettori qualche consiglio per non tornare a casa a mani vuote.

LE REGOLE - In Piemonte è consentita la raccolta di 3 chilogrammi di funghi al giorno, che devono essere riposti in contenitori aperti per il rilascio delle spore (vietati quelli in plastica). L'attività di raccolta è consentita dall'alba al tramonto, è vietato usare rastrelli o strumenti che smuovano il terreno, non si devono danneggiare funghi velenosi o non commestibili e non si possono raccogliere funghi in castagneti coltivati (tenuti in ordine e falciati).

LA TASSA, QUANDO LA SI PAGA E QUANDO NON SERVE - Prima di «andar per funghi» bisogna pagare la tassa regionale: 30 euro per il permesso annuale (60 per il biennale e 90 per il triennale), 10 per quello mensile e 5 per il giornaliero; sono esentati i minori di 14 anni accompagnati da un adulto munito di regolare permesso. La multa per chi raccoglie funghi senza permesso è di 86 euro. Il titolo regionale può essere pagato con bonifico bancario da intestare a: Ente di Gestione delle riserve pedemontane e delle Terre d'acqua, Biverbanca agenzia di Biella via Carso IBAN: IT 06 H 06090 22308 000000050027. Nella ricevuta di pagamento, da portare con sé ed esibire al personale adibito ai controlli, bisognerà indicare nome, cognome indirizzo, luogo e data di nascita del richiedente, riferimento normativo (L. R. 24/2007) e periodo di validità del permesso (Titolo raccolta funghi anno/i, valido dal giorno al giorno, valido il). Non bisogna pagare nulla invece se si va in cerca di alcune specie di basso pregio commerciale, come i chiodini, prataioli, mazze da tamburo.

L'IMPORTANZA DI PIOGGIA, TEMPERATURE E VENTO – Dopo regole e tasse veniamo ai consigli per chi da una sempre piacevole scampagnata nei nostri boschi spera di tornare con una gerla piena di funghi succulenti. Per prima cosa è utile tenere d'occhio il meteo: i funghi incominciano a spuntare non prima di 4 o 5 giorni dopo la pioggia o le giornate con alti tassi di umidità; meglio se leggera, ideale con nebbia, inutili i temporali violenti e le grandinate che spazzano via dal terreno spore e miceti. In estate anche la temperatura ha un forte impatto, non ci devono essere sbalzi troppo elevati e se il termometro resta sopra i 25/30 gradi, specie per più giorni, si vanifica l'effetto benefico delle piogge. Infine non dobbiamo dimenticarci del vento: l'aria secca, soprattutto quella più fredda che soffia da Nord è nemica dello sviluppo dei funghi, in particolare del porcino.

SI' MA DOVE CRESCONO? - Una volta che siamo partiti alla ricerca dei funghi il primo posto da tenere d'occhio è proprio il sentiero: le tracce infatti spesso raccolgono l'acqua piovana, ma anche foglie e terra ricche di spore e miceti smosse dal sottobosco durante le piogge. Altri punti in cui guardare bene sono le radici degli alberi: i funghi crescono in simbiosi con le piante e si alimentano tramite le loro radici da cui assorbono minerali ed altre sostanze utili alla loro crescita e maturazione. I migliori boschi in cui andare alla ricerca di funghi sono quelli non troppo ombreggiati e dove crescono piante giovani, che hanno radici più superficiali. In particolare le piante in cui è più facile imbattersi in qualche bel porcino sono, oltre i famosi castagno, abete e faggio, le betulle, quercie, pino strobo e pini vari, bosco di latifoglie misto oltre che tra le eriche o brugo e mirtilleti.

UNA VOLTA RACCOLTI - Infine qualche consiglio per evitare indigestioni o peggio: se non siete sicuri della commestibilità di un fungo portatelo all'asl di Biella che ha attivo un ispettorato micologico. Ricevono in via Don Sturzo, 20 a Biella (Lunedì e Mercoledì ore 14.00 - 15.00; Venerdì ore 14.00 - 14.30) e  in via Marconi, 166/A (Ex Scuola Castellazzo) a Cossato (Mercoledì ore 08.30 – 09.30). Nel caso conosciate bene il fungo raccolto è buona norma consumarlo cotto: in molte specie di funghi esistono tossine termolabili che evaporano durante la cottura a circa 80°C, per cui si tratta di specie considerate tossiche per l’uomo se mangiate crude ma commestibili se vengono cotte. I funghi crudi inoltre provocano con maggior frequenza intolleranza. I funghi poi non sono facili da digerire, specialmente per chi non ha compiuto 13-14 anni quando gli enzimi deputati alla demolizione non sono presenti in quantità adeguata.