22 settembre 2021
Aggiornato 06:30
L'intervista

«Lavoro per una Biella solidale, digitale ed efficiente»

Il sindaco Marco Cavicchioli parla dei problemi della città, dei risultati ottenuti in un anno e del futuro: «Il primo obiettivo è di evitare gli aumenti»

BIELLA – Evita sempre le polemiche, punta al gioco di squadra, ha tanti obiettivi (minimi e massimi) in agenda e soprattutto un'idea chiara della città che vorrebbe vedere alla fine del mandato. "Solidale, digitale ed efficiente. Al di là di qualsiasi contrapposizione e del lavoro dei giornali, o di chi scrive sui social network, questo stiamo cercando di realizzare. E i risultati fin qui ottenuti sono concreti». Parola di Marco Cavicchioli, undicesimo sindaco della città di Biella, dalla fine della seconda guerra mondiale, eletto poco più di un anno fa.

Risultati... I suoi oppositori politici criticano proprio l'assenza di risultati.
E' aumentata la percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti. E' aumentato il risparmio energetico. E' aumentata in modo esponenziale la lotta all'evasione e all'elusione fiscale. I numeri non mentono.

Allora ce ne dia qualcuno
Nel corso del 2014 sono stati individuati 74 mila euro di imposte non pagate. Nell'ultimo anno, invece, 2 milioni di euro.

E nel 2014 governava la giunta di Dino Gentile, fa polemiche?
Assolutamente no. Mi ha chiesto dei numeri e li ho dati. Ne vuole altri? Nell'ultimo anno con l'aumento delle lampade a «led» e del contenimento dei costi di riscaldamento abbiamo risparmiato almeno 150 mila euro sulla bolletta energetica, che pesa tantissimo sul bilancio del Comune.

Torniamo ai rifiuti. Quindi i cittadini, presto, pagheranno meno?
Il primo obiettivo è di evitare gli aumenti. Perché tenendo conto che la discarica di Cavaglià sta andando ad esaurimento, nel prossimo futuro i costi potrebbero lievitare e di molto. Quindi arrivare al 70 per cento di differenziata è imprescindibile proprio per evitare l'esaurimento della discarica con tutto quello che comporterebbe. Quando siamo arrivati noi era al 53 per cento.

Frecciatina alla giunta del centrodestra?
Ma no... Dico solo che certe questioni mi paiono strumentali. Per il bene comune andrebbero evitate polemiche che nulla hanno a che fare con i problemi dei cittadini. Lo sto dicendo ai consiglieri di opposizione così come a me stesso.

Insisto. Magari si riferisce al consigliere della Lega Nord, Giacomo Moscarola. Che nei giorni scorsi l'ha sollecitata ad un intervento immediato ai giardini Zumaglini.
Mi rifiuto di credere che Biella debba diventare una città intollerante. Sono certo del contrario. Biella è una città solidale. In questo mi sento di dire, con fermezza: la Lega sbaglia con questa politica della paura.

Non mi ha risposto. E ai giardini qualche problema c'è davvero, mica se l'è inventato Moscarola.
Innegabile. E' così da sempre, però. Mica da quando ci siamo noi al governo della città. E poi definiamo la questione: c'è un problema sociale e non di ordine pubblico, come riconosce lo stesso Questore. Ci sono persone in condizioni di disagio, che vanno aiutate. Certo, da qualche anno ce n'è qualcuna in più rispetto al passato. Questo perché la crisi economica sta incidendo e molto.

Qualcosa si potrà pur fare...
Infatti abbiamo realizzato il servizio di controllo del territorio nelle ore notturne da parte dei vigili urbani. Doveva essere realizzata diversi anni fa... E l'abbiamo fatta noi anche grazie allo spirito di servizio della polizia municipale. Proprio per essere concreti la settimana scorsa, ho chiesto al comandante dei vigili di estendere i controlli anche al parco del centro città. La risposta degli agenti è stata positiva e il servizio è stato svolto. Risultato: nel corso dei controlli nessuno è stato trovato sulle panchine, a dormire o in altre situazioni critiche. Tutto risolto? No. Però descrivere la situazione come emergenziale è appunto un modo di fare politica in maniera strumentale.

Allontanare barboni e ubriachi dalla zona è impossibile?
E dove? In un altro parco della città. E poi? Al Villaggio. E poi ancora? Ad Occhieppo? Ripeto che si tratta di un problema sociale e non di ordine pubblico. Queste persone vanno aiutate.

(Prima parte - continua)