9 dicembre 2019
Aggiornato 10:30
Immigrazione a Biella

«Pakistani? Non sappiamo come arrivino fino a Biella»

Parla l'assessore Salivotti: nessuna prova che esista una regia, scappano tutti dal caos di Milano e di Torino

BIELLA – Potrebbe non esserci una regia occulta nell'arrivo, nei giorni scorsi, a più riprese, di gruppi e gruppetti di cittadini stranieri provenienti dal Pakistan. Persone che hanno bivaccato ai giardini Zumagliani prima di essere accolte e aiutate. O comunque non c'è certezza. Anche se il personale della Questura lo sta verificando e i diversi soggetti istituzionali del territorio cercando di capire.

IL COMUNE - "E' difficile stabilirlo con certezza. Per diverse ragioni – dice l'assessore comunale alle politiche sociali, Francesca Salivotti -. Le persone arrivate da noi sostengono di essere qui casualmente. Di non avere contatti con nessun loro connazionale residente in zona. Ma non è facile capire se le cose stanno davvero così, anche per qualche problema linguistico. C'è chi si sente sicuro di questa possibile regia, ma io certezze non ne ho alcuna». Secondo l'amministratore infatti gli stranieri che raggiungono Biella, potrebbero farlo soprattutto perché in fuga da grandi ammassamenti di persone. "La situazione a Milano e a Torino – aggiunge la Salivotti – è esplosiva. Lì, gli stranieri pakistani sono migliaia. Non è da escludere che gruppi di persone pensino di andare via dai grandi centri, puntando su realtà più piccole come Biella, per eludere le forze dell'ordine o per la semplice speranza di trovare spazi d'accoglienza. Questo non capita solo da noi. Perché arrivi di cittadini pakistani si stanno registrando, con modalità analoghe, anche in altri centri piemontesi. Ricostruire cosa ci sia dietro questi spostamenti, per ora sospesi, ma nulla ci assicura che siano terminati, è molto complesso e potrebbe richiedere qualche tempo".

SISTEMAZIONE - "Io ho parlato con loro – conclude l'assessore -. Si tratta di persone che scappano da situazioni drammatiche. Siamo ad un'emergenza umanitaria. Per ora si trovano ospiti al dormitorio di Biella, a Chiavazza e ad Oropa. Complessivamente sono arrivate una trentina di persone, pacifiche e collaborative".