11 dicembre 2019
Aggiornato 19:30
Immigrazione

Il Giornale torna ad occuparsi del «caso Biella»

Dopo che nei giorni scorsi il quotidiano nazionale aveva dato ampio risalto alla «questione pakistani» accampati ai giardini Zumaglini con un articolo, ora è comparso un video-reportage dove vengono intervistati gli immigrati, il sindaco Marco Cavicchioli e l'onorevole della Lega Nord, Roberto Simonetti

BIELLA – Dopo che nei giorni scorsi Il Giornale aveva dato ampio risalto al «caso pakistani» accampati ai giardini Zumaglini di Biella con un articolo, ora sul sito del quotidiano nazionale diretto da Alessandro Sallusti è comparso un video-reportage.

IL PUGNO DURO DEGLI ALTRI PAESI - Giuseppe De Lorenzo ha intervistato i migranti che gli raccontano del loro viaggio per arrivare alle pendici del Mucrone. Il primo straniero a raccontare della sua Odissea ha spiegato di essere arrivato via terra, passando prima per l'Iran, poi dalla Turchia, dalla Grecia, dalla Macedonia, dalla Serbia, dall'Ungheria, dall'Austria e quindi arrivando in Italia. Secondo il cronista i Paesi di transito non fanno nulla per respingere i profughi «per scaricare il problema sull'Italia» e in questo modo «i pakistano sono diventati un problema per molte città italiane». Altri pakistani hanno spiegato di come si stia «male» in Grecia, dove «non è possibile fare i documeti» e la «polizia è molto dura con noi». Secondo il giornalista è «nato un passaparola fra migranti. Chi riesce ad arrivare da noi rifersisce nei Paesi di provenienza che l'Italia è un luogo dove è semplice ottenere l'asilo».

LA PROLA A CAVICCHIOLI E SIMONETTI - Nel video del Giornale viene intervistato anche il sindaco di Biella, Marco Cavicchioli, che ha confermato le tesi dell'inviato: «Ci sono degli altri nuclei di persone di nazionalità pakistana che nei mesi scorsi hanno richiesto asilo politico e con molta probabilità, presumibilmente hanno riferito ai loro connazionali di venire a Biella». De Lorenzo ha sentito anche l'onorevole della Lega Nord, Roberto Simonetti: «Gli altri Paesi hanno il pugno di ferro e cosa fanno? Scaricano i loro problemi a noi. Dublino funziona in un senso solo. Molti di questi pakistano sono passati dall'Austria che ce li ha fatti arrivare e noi alla frontiera non li abbiamo respinti, anzi, li abbiamo fatti circolare per altri 500 km e ce li ritroviamo a Biella, in Piemonte».

BIELLA CASO LIMITE - Infine Biella viene presentata dal Giornale come «caso limite», dove tutte le strutture di accoglienza sono piene. A dare il polso della situazione il viceprefetto vicario, Patrizia Bianchetto che, intervistata in un altro articolo, ha parlato di «sistema è al collasso», con il maggior problema «delle strutture che sono al collasso: già adesso gli ospiti sono più dei posti che erano stati stabiliti all'inizio e questi nuovi arrivati non sappiamo dove metterli. Questo mi preoccupa molto». Inoltre Bianchetto ha denunciato un ingolfamento degli uffici: «l'attività quasi esclusiva delle prefetture, in tutta Italia, è ormai dedicata alla gestione dei migranti». Alla domanda del giornalista se c'è un passaparola tra pakistani per dirigersi a Biella, la funzionaria ha risposto: «Credo di sì. Perché Biella di certo non gode di tutta questa fama in Pakistan. Qualcuno deve averli informati».