21 novembre 2019
Aggiornato 19:30
Servizi pubblici

«La Provincia dirà addio al servizio di Poste Italiane»

La rabbia del presidente dell'ente, Emanuele Ramella Pralungo, dopo la chiusura degli uffici da lunedì: «i Comuni facciano altrettanto»

BIELLA – Emanuele Ramella Pralungo vuole passare dalle parole ai fatti. E così il servizio postale della Provincia di Biella potrebbe cambiare gestore. A breve. Da Poste Italiane ad altri. Lo spiega appunto il presidente dell'ente, dopo la chiusura di sei uffici a partire da lunedì sotto il Mucrone.

LA RABBIA – «E' inaccettabile che Poste Italiane chiuda degli uffici senza consultare i rappresentanti del territorio, dai sindaci agli altri amministratori locali - spiega Ramella -. Visto che l'unico linguaggio che conoscono è quello dei soldi, su quello bisogna intervenire. Allora dico: noi faremo un bando per trovare altre realtà che ci gestiscano il servizio di corrispondenza, alternativo a Poste Italiane. Se tutti i sindaci del territorio facessero altrettanto i vertici dell'azienda di comunicazione dovrebbero rivedere quanto fatto».

UNIONE – «E' chiaro che se invece prevale la logica del campanile, per cui quello che succede al Comune affianco al mio, non mi riguarda, allora il territorio subirà l'ennesima beffa. Preparandosi a prenderne altre in futuro - dice ancora Ramella, anche sindaco di Occhieppo Superiore -. Io capisco bene che molti Comuni abbiano contratti in essere o da poco rinnovati. Ma la maggior parte, nello spazio di poco, potrebbe davvero aprire un bando. Se questa azione vedesse coinvolta la maggior parte dei Comuni del Biellese, rappresenterebbe un'azione di forza enorme. A quanti soldi dovrebbe rinunciare Poste Italiane se il Comune di Biella abbandonasse il servizio e si affidasse ad altri gestori? Nei giorni scorsi ho mandato molte lettere ai sindaci. Diversi si sono dichiarati pronti. Altri non hanno risposto. Spero sia solo questione di tempo».