27 giugno 2019
Aggiornato 03:30
L'ex presidente della Provincia al Diario di Biella

Simonetti: «No alla chiusura della Prefettura, è un presidio di sicurezza»

Sarà accorpata a Vercelli. Decisione del Ministero dell'Interno. La rabbia del deputato Simonetti della Lega Nord: «In questo momento il territorio avrebbe bisogno di una presenza forte dello Stato e dei suoi uomini»

BIELLA - La città perde un altro pezzo? Pare di sì. La Prefettura sarà smantellata. La struttura che ha sede in via Repubblica è infatti nell'elenco di quelle (in totale 23) che il Ministero dell'Interno ha deciso di abolire. Biella secondo quanto diffuso ieri sarà unita a quella di Vercelli. Una decisione, quella del Viminale, che fa già discutere. E che ha fatto partire le prime proteste, per ora solo di rappresentanti politici del centrodestra o della Lega Nord. Secondo ambienti romani la decisione segna un punto di non ritorno, anche se magari i tempi non saranno rapidissimi. Ma nel giro di uno massimo due anni l'accorpamento sarà realizzato. Per il Biellese, dopo i problemi della Provincia di Biella, privata di fondi per anni, fino al commissariamento e a rischio di abolizione, un altro pezzo di Stato presente sul territorio rischia di scomparire o di essere fortemente ridimensionato.

QUI, LEGA - «Siamo sempre stati contrari alle Prefetture, come movimento politico. Perché sono, spesso, il simbolo della burocrazia romana e del potere centrale dello Stato - racconta al Diario di Biella Roberto Simonetti, deputato della Lega Nord -. Ma in questo momento storico, però, rappresentano anche un presidio di sicurezza. Toglierle significa quindi danneggiare i territori, in questo caso il Biellese. Mi pare un disegno ampio e ben architettato di danneggiare i progetti di autonomia non solo provinciale ma anche regionale. Per Biella, inoltre, mi pare un ulteriore passo per togliere strutture e presidi di sicurezza. A quando l'accorpamento della Questura? A quando quello del Comando dei carabinieri? In questo momento il territorio avrebbe bisogno di una presenza forte dello Stato e dei suoi uomini. Invece così siamo alla smobilitazione».