9 dicembre 2019
Aggiornato 11:30
Giardini Zumaglini

Cavicchioli: «Immigrati? Impossibile aiutare tutti. Rischio collasso»

La preoccupazione del sindaco. In arrivo l'emergenza freddo per gli italiani. Agli Zumaglini ancora degrado: «Sì, la situazione sta diventando complicata. Molto complicata. Volendo usare un eufemismo»

BIELLA – «Sì, la situazione sta diventando complicata. Molto complicata. Volendo usare un eufemismo. Perché è più corretto parlare di situazione drammatica». E' un Marco Cavicchioli insolitamente preoccupato quello che si fa carico della questione immigrati e profughi. La vicenda dei migranti e dei richiedenti asilo, infatti, sta mettendo a dura prova le capacità di accoglienza della città e del territorio. Soprattutto i cittadini pakistani che da settimane arrivano, a piccoli gruppi, e stazionano all'interno dei giardini Zumaglini, ora anche nell'area attrezzata del parco giochi, sta diventando insostenibile.

Siamo ad una situazione d'emergenza
«Certamente è in corso un passa parola che incoraggia a venire in città molte persone - aggiunge il sindaco -. Questi uomini sanno che qui verrano aiutati. Come abbiamo sempre fatto, lo dico senza voler polemizzare con nessuno. Non è proprio il momento di fare campagna elettorale... Io sotto le piante o sotto i portici non voglio che dorma nessuno: italiano o straniero. Gli ultimi cittadini pakistani li abbiamo sistemati nell'ex sede dell'Atap. Presto sarà utilizzabile l'ex caserma di via Gersen. E poi? Non voglio parlare di collasso ma siamo vicini ad un punto di fortissima criticità. Il Comune farà la sua parte. Io farò la mia parte. Come in passato. Ma non possiamo arrivare dappertutto e per sempre. Serve una risposta forte dell'intero territorio. Siamo di fronte ad una tragedia umanitaria che sta mettendo in difficoltà l'Europa e il Paese. E che ora è arrivata fino a casa nostra, in provincia. L'efficiente ed organizzata Germania mi pare abbia gli stessi problemi».

Sono in arrivo altre persone...
Sulla possibilità che in città arrivino presto un centinaio di persone, come sostiene il consigliere d'opposizione della Lega Nord, Giacomo Moscarola, il sindaco ammette: «Non mi sento di escluderlo. Anzi, nulla di più probabile. Il Biellese e altre provincie periferiche hanno una situazione migliore rispetto ai grandi centri urbani. Quindi non c'è da stupirsi che ci sia una sorta di rete di comunicazione che diffonde il messaggio che qui sia meglio che alla stazione di Milano. Da noi una soluzione s'è sempre trovata. Una soluzione umana e dignitosa. Però le nostre risorse non sono infinite. Abbiamo ricoverato migranti a Chiavazza, ma non sempre le strutture hanno i requisiti per ospitare decentemente gruppi di giovani uomini. Leggo tante cose su Internet e sui giornali. Molte critiche, anche dure, nei miei confronti. Vorrei solo ricordare che il Comune e la città di Biella fanno tutto il possibile. Ma che le competenze non sono solo nostre. E che comunque di fronte a questi numeri e a questo scenario le nostre possibilità di trovare risposte per tutti si stanno riducendo. E di molto».

Emergenza freddo
«Abbiamo affrontato l'accoglienza dei migranti in un periodo di bella stagione - conclude Cavicchioli -. Ma sono alle porte l'autunno e l'inverno. E dovremo fare fronte ai tanti italiani che, ogni anno, necessitano di spazi e di aiuti per il freddo. Come aiutare tutte queste persone? Non vorrei che nello spazio di poco tempo la situazione diventasse esplosiva e di complessa gestione. Va trovata una soluzione al più presto, per tutti. Ma non solo il Comune. Tutte le forze del territorio sono chiamate in causa». Un appello e una richiesta d'aiuto forte e chiara. Pare che il vescovo Gabriele Mana nelle prossime ore debba fare qualche annuncio importante.