9 agosto 2020
Aggiornato 21:30
La denuncia

Lo psichiatra Merli: «Nessuno mi ascolta. Barriere contro i suicidi»

Ieri sera l'ennesima tragedia sul ponte della tangenziale. Il responsabile dell'Azienda sanitaria locale: «amministratori e politici non fanno nulla»

BIELLA - Lo psichiatra Roberto Merli, responsabile del reparto all'ospedale biellese, dopo l'ennesimo caso di suicidio da un punte, tira fuori tutta la sua rabbia. E infatti scrive: «Un altro suicidio dal ponte della tangenziale. Venerdi 2 ottobre a 2 persone è stato impedito di suicidarsi sempre sul ponte della tangenziale. Lo studio su 20 anni di suicidi dai ponti del Biellese, che ho condotto e pubblicato su una rivista tedesca questo anno, ha dimostrato che il ponte della tangenziale è diventato un 'Hotspot'. Come psichiatra mi sembra inutile impegnarmi per produrre ricerche e lavori scientifici quando nessuno a livello politico-amministrativo , che dovrebbe avere a cuore la vita di chi abita nel circondario, ha compiuto alcun passo per fare costruire le barriere».

L'ACCUSA - «Evidentemente interessano altri ambiti forse più remunerativi o meno 'imbarazzanti' - prosegue lo psichiatra - . Guardare la realtà biellese (cioè la sofferenza psichica e l'emergenza sociale) non è 'fine', o come si dice qui questa realtà 'non si presenta bene'?»