25 luglio 2021
Aggiornato 22:00
Economia

Franco Ferraris spiega la sua rivoluzione nella Fondazione Crb

In un lungo documento il presidente dell'ente racconta le novità e gli impegni futuri. Ospedale, Città Studi e Oropa le grandi priorità

BIELLA - Il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, Franco Ferraris, attraverso il suo ufficio stampa, ha spiegato in una lunga intervista le nuove modalità di finanziamento dell'ente, alla luce di una serie di novità in ambito nazionale. Di seguito il testo che spiega bene come dovranno comportarsi, d'ora in poi, associazioni, enti e istituzioni che vorranno chiedere un aiuto all'ente che da anni è di fatto l'unico soggetto in grado di sostenere grandi opere e grandi progetti per il territorio.

1) Recentemente la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella ha presentato molte novità relative alla propria attività istituzionale. Si tratta di un passaggio molto importante per l'ente da lei presieduto, può spiegarci perché?

"Quello che abbiamo presentato lo scorso 14 novembre è un passaggio davvero significativo non solo per la gestione dell'attività della Fondazione, ma soprattutto per il Biellese che dal 2016 dovrà rapportarsi con nuove modalità di erogazione e nuove linee-guida nell'assegnazione dei contributi. Questa «rivoluzione», che è stata a lungo meditata e messa punto dall'organo di Indirizzo e dal  onsiglio di amministrazione, ha una genesi che parte da lontano e che coinvolge tutte le fondazioni bancarie italiane. Il 22 aprile 2015 infatti, poco prima della mia elezione, tutte le Fondazioni, sotto la guida dell'Associazione di categoria Acri, hanno siglato un protocollo d’intesa con il Ministero dell'Economia e delle Finanze che, attraverso il percorso tracciato dalla «Carta delle Fondazioni», permetterà nel tempo di rafforzare e valorizzare il rapporto con l’autorità di vigilanza.

2) Cos'è questo protocollo e perché è così importante?

"Il protocollo è un documento fondante del nuovo rapporto tra le Fondazioni e il Ministero che si ispira a criteri di grande collaborazione e trasparenza su temi delicatissimi per la vita di questi enti. Le aree sulle quali il protocollo pone particolare attenzione riguardano infatti la gestione del patrimonio, con specifico riferimento alla concentrazione degli investimenti, all’indebitamento, all’uso dei derivati, alla governance. Grande peso è dato al tema della trasparenza dal momento che le Fondazioni si sono impegnate a rendere pubblici sui siti Internet statuto, regolamenti, bilanci, documenti programmatici previsionali, informazioni concernenti appalti affidati di importo superiore a 50 mila euro, bandi per le erogazioni e curricula dei componenti degli organi. In particolare, sempre sul tema trasparenza, c’è l’impegno da parte delle Fondazioni ad indicare sui siti Internet le procedure attraverso le quali i terzi possono avanzare richieste di sostegno finanziario indicando le condizioni di accesso, i criteri di selezione e il processo attraverso cui ha luogo la selezione delle iniziative proposte, nonché gli esiti delle stesse, privilegiando il bando quale modalità operativa per selezionare le iniziative da sostenere. Il protocollo è importante proprio perché renderà le Fondazioni ancora più accessibili e sempre più vicine al territorio".

3) Quali saranno dunque le conseguenze sull'attività erogativa della Fondazione?

"Come dicevo, al centro del nuovo sistema erogativo la Fondazione, su indicazione del Ministero, ha posto il bando quale strumento principe per le garanzie di comparazione, trasparenza ed efficacia che lo caratterizzano. (Questo dunque sarà d'ora in poi lo strumento d'elezione per raggiungere i vari obiettivi statutari dell'ente). A fianco di questo strumento (e in linea con le scelte strategiche sin qui attuate) continueranno poi ad essere sostenuti grandi progetti inseriti nell'ambito della nostra programmazione pluriennale. In particolare a titolo di esempio rientrano nella tipologia il sostegno alla società strumentale Città Studi, al Santuario di Oropa, al progetto nuovo ospedale. Vi sono poi i progetti propri, strumenti molto importanti, ai quali la Fondazione ricorre ormai da anni per la propria attività, e che continueranno ad essere utilizzati per raggiungere specifici obiettivi in diversi settori di intervento. Tra questi in particolare: Muse alla lavagna, Spazio Cultura e valorizzazione Palazzo Gromo Losa, Regali di parole, Sale convegni, Selvatica, Famiglie a teatro, Teatro + sociale".

4) I bandi dunque rappresentano la vera grande novità dell'attività erogativa 2016, come si svolgeranno?

"Per il 2016 la Fondazione ipotizza l’istituzione di 4 bandi, così sintetizzabili: Nel primo semestre: un bando nel settore arte, attività e beni culturali riferito a restauri e ristrutturazioni di beni artistici ed architettonici; un bando nei settori volontariato, beneficenza e filantropia e assistenza agli anziani riferito alla progettazione sociale. Nel secondo semestre: un bando nel settore attività sportiva riferito alla attività e agli eventi 2016/2017; un bando nel settore educazione, istruzione e formazione professionale riferito all'offerta formativa ed eventualmente le attrezzature alle scuole di primo ciclo della provincia di Biella La selezione di criteri specifici per i bandi e la conseguente ponderazione verrà deliberata dal consiglio di amministrazione entro i termini previsti e pubblicata sul sito della Fondazione nell'area specifica al settore di intervento. 5) Gli Enti e le Associazioni che non hanno le caratteristiche per partecipare ai bandi possono ancora ricevere contributi? Certamente, ma in un quadro più delimitato. La Fondazione continuerà ad accogliere le domande su iniziative che non rientrano nella altre tipologie indicate, direttamente elaborate e presentate da enti ed associazioni, riconoscendo a tali istanze un’oggettiva rilevanza in uno specifico ambito o per la promozione del territorio biellese. Queste iniziative verranno gestite attraverso specifiche sessioni erogative la prima delle quali, come annunciato, è stata aperta nei giorni scorsi e si chiuderà il prossimo 31 gennaio. Seguirà una seconda sessione nel 2016".

6) Grandi novità anche sulle tempistiche di presentazione delle domande di contributo rispetto al passato. Ma quali saranno le nuove regole e quali i vantaggi per le associazioni biellesi?

"Sono passaggi a cui gli enti dovranno prestare grande attenzione perché non sarà più possibile accogliere domande di contributo fuori dalle finestre temporali di volta in volta stabilite e comunicate dalla Fondazione. Ciò rappresenterà anche per i beneficiari un indubbio vantaggio perché permetterà di organizzare meglio l'attività annuale e di avere date certe in merito alle risposte sulle domande di finanziamento. Per il 2016 queste date sono già state rese note e saranno rispettivamente il 31 marzo per la sessione invernale e il 30 settembre per quella estiva. Le due sessioni erogative permetteranno al consiglio di amministrazione della Fondazione, sulla base delle linee-guida indicate dall’organo di Indirizzo, secondo le modalità previste dal regolamento sull’attività istituzionale ed i criteri/principi generali indicati dagli strumenti normativi e programmatici, di avviare periodi di istruttoria e valutazione delle pratiche ben definiti ed omogenei nonché precedenti la realizzazione dei progetti in oggetto. In altre parole, scopo della Fondazione è dare risposte sempre più puntuali e precise, evitando contributi «a posteriori» che spesso rendevano difficile la programmazione degli enti. A questa tipologia di erogazioni potranno accedere le iniziative di terzi, sia di carattere generale sia specifiche per eventi".

7) Una grande rivoluzione per il Biellese e la Fondazione, quali sono gli obiettivi che vi proponete di raggiungere?

"Sulla base delle indicazioni previste dal documento programmatico pluriennale 2015 – 2019 la Fondazione presterà particolare attenzione a richieste di contributo volte a: promuovere progetti di innovazione; avorire le iniziative che hanno ottenuto un co-finanziamento da parte di altri enti, anche per poter avere ulteriori elementi che testimonino la validità del progetto; incrementare i contributi per la realizzazione di progetti specifici rispetto a quelli generici per l’attività di gestione; contenere la dispersione delle risorse con un’eccedenza di piccoli interventi; incentivare gli interventi a maggior impatto sociale ed economico volti a favorire lo sviluppo del territorio dare attenzione in via prioritaria, ai giovani quali protagonisti nella creazione di capitale umano e intellettuale indispensabile per lo sviluppo; porre particolare attenzione alle persone in situazione di difficoltà".

8) Un compito non facile quello che si assume il consiglio di amministrazione della Fondazione che nel concreto dovrà valutare queste domande, con quali criteri lo farà?

"Sulla base delle indicazioni della Carta delle Fondazioni, del Protocollo d'intesa Acri e delle linee generali indicate dal documento programmatico pluriennale, la Fondazione adotterà i seguenti criteri di valutazione: a) Caratteristiche del richiedente: esperienza, competenza, professionalità e reputazione, propensione di mettersi in rete. Nella valutazione delle domande di contributo vengono valorizzati i sopra indicati requisiti dell’ente richiedente. b) Analisi del bisogno a cui la richiesta fa fronte e adeguatezza e coerenza del progetto proposto: nella selezione dell’iniziativa è necessario valutare la comprensione delle caratteristiche del bisogno dal parte del richiedente, l’efficacia della soluzione proposta e la coerenza della stessa con gli obiettivi e i programmi definiti. c) Solidità dell’iniziativa: le risorse devono essere commisurate agli obiettivi perseguiti (efficienza), l’iniziativa deve poter proseguire l’azione oltre i termini previsti (sostenibilità) ed attrarre eventuali risorse da altri soggetti (co finanziamento). d) Innovatività: nella selezione sono presi in considerazione il contenuto innovativo dell’iniziativa in termini di risposta al bisogno, modalità organizzative o di impegno delle risorse. e) Capacità di realizzare rete: un aspetto che viene valutato è la capacità di mettersi in rete con altri partner anche per un coinvolgimento più allargato delle realtà locali e non. f) Monitoraggio, verifica e ampiezza delle ricadute: gli enti e le associazioni devono indicare le modalità di monitoraggio e verifica interna in particolare necessarie per valutare l’ampiezza delle ricadute dell’iniziativa in termini di numerosità dei beneficiari diretti e indiretti e di durata nel tempo degli effetti generati. f) Tutto chiaro, ma cosa succederà alle domande pregresse a cui sinora non era stata data una risposta? Come già comunicato queste domande, ancora in essere, verranno eventualmente deliberate entro il 31 dicembre 2015. Gli eventuali beneficiari riceveranno una immediata comunicazione del contributo ottenuto mentre tutte le altre pratiche dovranno necessariamente essere chiuse d'ufficio. Mi rendo conto che si tratta di un passaggio molto delicato, ma assolutamente necessario per normalizzare una situazione creata purtroppo anche dalla diminuzione delle risorse di cui la Fondazione ha sofferto negli ultimi tempi. Oggi, con le nuove modalità erogative, la Fondazione segna un nuovo inizio che porterà benefici per tutti. Naturalmente enti e associazioni non verranno lasciati soli ad affrontare questo percorso: i nostri uffici sono disposizione per rispondere ad ogni domanda e tutti i documenti e le nuove modalità erogative sono a disposizione sul nostro sito www.fondazionecrbiella.it. Daremo infine il massimo risalto ai vari appuntamenti (bandi e sessioni aperte) su tutti i media locali, in linea con i criteri di trasparenza ed efficacia che da sempre caratterizzano la Fondazione".