16 ottobre 2019
Aggiornato 08:30
Nuovo progetto editoriale

«Viva via Italia». Ecco il libro dei commercianti del centro

Sarà presentato domenica da Giovannacci il testo che racconta diverse storie di esercizi cittadini, con disegni di Andrea Dalla Fontana pubblicato da Lineadaria Editore.

BIELLA - A due anni esatti dall'uscita di «Biella è una città nascosta» di Andrea Dalla Fontana, Lineadaria Editore torna in libreria con un nuovo progetto editoriale. Non si tratta di un vero e proprio sequel ma il passaggio di testimone è abbastanza evidente. A cominciare dalla matita, che è sempre quella di Andrea Dalla Fontana. Questa volta, però, è dedicato molto più spazio ai testi: in «Viva Via Italia» Paolo La Bua e Olimpia Medici hanno realizzato una serie di interviste ai negozianti storici di Via Italia, appunto, con l'intento di tratteggiare i cambiamenti, l'evoluzione (o involuzione?) di quello che, a tutti gli effetti, è sempre stato considerato il «salotto buono» dei Biellesi.

«Una scommessa vinta ingolosisce chiunque. Infonde coraggio e desiderio di riprovarci, di andare avanti. Proprio da una scommessa vinta nasce questo libro.» precisa l'editore nella sua premessa al testo. «Mentre con 'Biella è una città nascosta' l'approccio divulgativo era rappresentato da un riuscitissimo cocktail sospeso tra serio e faceto, in 'Viva Via Italia' abbiamo deciso di focalizzare l'obiettivo sulla ricostruzione storica della nostrana via maestra, il cardo maximus dell'urbanistica romana. Già, una ricostruzione che ha lo scopo di far riemergere, in primis, attività ed esercizi commerciali che non esistono più, e di cui, conseguentemente, si è (in molti casi) persa la memoria. Poi, di ripercorre la storia di attività che invece resistono strenuamente ai tempi che cambiano, alla crisi economica, alla globalizzazione e, infine, allo spostamento del baricentro cittadino verso sud, verso 'Gli Orsi', per intenderci. Negozi che, negli anni, si sono magari spostati da un numero civico ad un altro ma che affondano le loro radici nei primi decenni del secolo scorso (qualcuno anche prima!) e che non hanno mai tradito la loro vocazione in fatto di categorie merceologiche». Al limite, e solo in alcuni i casi, hanno dismesso rami d'azienda ormai secchi, ma tenendo sempre «la barra dritta» conclude Vincenzo Lerro.

Due contributi degni di nota
Ad impreziosire questa pubblicazione, due contributi assolutamente degni di nota: il primo, nell'introduzione, è costituito da una puntuale e dettagliatissima ricostruzione storica (che parte dalla fine dell'Ottocento per arrivare fino ai giorni nostri) di Anna Bosazza, conosciuta e apprezzata bibliotecaria biellese; il secondo è quello contenuto nella «Postfazione» a firma del prof. Pier Francesco Gasparetto. «Lungo il suo fruttuoso, immutabile binario, la vetrina migrante di via Italia si spostava lentamente, regalmente (repubblicanamente), dando agio alla potenziale clientela di valutare l’invogliante bontà dell’offerta. Attività commerciale di nicchia? Volendo, anche. Attenta, però, agli equilibri di domanda e di offerta, e non trascurando democraticamente di accordare possibilità a tutti, senza discriminazioni, attraverso un programmato ventaglio di facilitazioni, lanci, offerte del giorno, prendi tre e paghi due, sagacemente e armoniosamente maritando Old e New Economy. Solo invariato il precetto: non si fa credito.» scrive Gasparetto. Ma com'è nata l'idea di questo libro? La risposta è affidata a Paolo La Bua: «L'idea è stata di mia moglie Silvia - ammette il giornalista biellese -. Da buona libraia, memore del successo di 'Biella è una città nascosta', mi ha suggerito di proporre all'editore, Vincenzo Lerro, che conosco da quando giocavamo all'oratorio in pantaloncini corti, un progetto che raccontasse ai Biellesi com'è cambiata, negli anni, la via in cui da ragazzi andavamo il sabato pomeriggio a fare le 'vasche'. Non ho perso tempo, ne ho parlato subito con l'editore, che ha accolto, entusiasta, la mia proposta. Da lì in poi il passo è stato breve: abbiamo creato un piccolo team di lavoro affidando le illustrazioni (lui li definisce disegni!) ad Andrea Dalla Fontana, la ricerca storica ad Anna Bosazza, e coinvolgendo anche Olimpia Medici, moglie di Andrea e guida turistica biellese.»

Dentro il libro
Il testo riportato nell'aletta di copertina non fa altro che incuriosire il lettore: «Ricordate quando da giovani dicevamo: 'Ciao ragazzi, ci vediamo più tardi in piazza.' Non ve lo ricordate? Eh, lo credo bene. A Biella, nessuno di noi può aver detto una cosa del genere. Perché noi Biellesi una piazza in cui trovarci non l'abbiamo mai avuta. Noi avevamo, e abbiamo ancora, una via. Sì, esatto, una strada intera: via Italia, già via Umberto I. In tutta Italia, nelle città e nei paesi, c'è una piazza centrale, un luogo in cui trovarsi con gli amici, scambiare due parole, fare quattro passi, prendere un aperitivo. A Biella no. Per fare tutte quelle cose lì, da noi si diceva (e si dice ancora, forse): 'Ciao ragazzi, ci vediamo più tardi in via Italia!' C'è chi per fare aggregazione può disporre di forme circolari, ellittiche o rettangolari. I Biellesi, invece, vantano una linea retta... Da sud a nord e viceversa, a seconda del senso di marcia... E ritorno. E questa linea retta ha una storia, accidenti se ce l'ha. Negozi che hanno attraversato indenni un secolo intero e più! Persone, famiglie che si sono tramandate un mestiere, un know-how, per dirla alla moda di oggi. Ebbene, queste persone, queste famiglie hanno attraversato la storia, e in qualche modo ne sono state parte. E se una volta potevamo dire: 'Ciao ragazzi, ci vediamo da Ferrua!' Oggi possiamo dire: 'Ciao ragazzi, ci vediamo davanti a SellaLab!' Tanto, sempre di via Italia stiamo parlando!»

Autori in libreria
«Viva via Italia» sarà presentato domenica prossima, 6 dicembre (ore 11), nella libreria Giovannacci di Via Italia 14. E, visto l'argomento di cui tratta, forse non poteva che essere così.