21 novembre 2019
Aggiornato 19:30
Rinaldi: «Giusto fare chiarezza»

Fondazione Museo Biellese, commissione d'inchiesta per un buco milionario

Chiesta e ottenuta dal Movimento 5 Stelle, per gli anni d'oro della gestione dell'ente culturale. Nove mesi di tempo per capire dov'è «sparito» il milione che manca.

BIELLA - Commissione d'inchiesta per il buco nel bilancio della Fondazione Museo del Territorio Biellese. L'ha chiesta, e ottenuta, il locale Movimento 5 Stelle. Per il consigliere grillino Giovanni Rinaldi è giusto fare chiarezza per poi presentare la documentazione alla Corte dei conti di Torino. Il caso è stato sollevato perché il Comune di Biella, storicamente tra i soci dell'ente, ormai sciolto, continua a versare dei soldi ogni anno per ripianare vecchi debiti mai estinti, figli di stagioni un po' grandiose nell'organizzazione di mostre e di eventi

Il movimento 5 Stelle
«Il Comune di Biella sta continuando a mettere soldi per ripianare il debito - ha spiegato in un documento ufficiale Rinaldi - mentre chi doveva controllare non l'ha fatto. Inoltre c'è il principio di legalità finanziaria che obbliga a spendere in maniera corretta. Che fine ha fatto? Sono stati organizzati numerosi eventi con spese che hanno raggiunto cifre elevatissime. In molti stanno ancora attendendo pagamenti, è gravissimo che gli amministratori abbiano gestito la situazione economica in questo modo».

La storia
La Fondazione fu costituita nel 2000. Nel 2009 la giunta presieduta da Dino Gentile sostenne, con una delibera, di non essere in grado di effettuare quella attività di ricerca fondi per la quale era nata, per cui il peso finanziario rimase a carico del Comune. La liquidazione avvenne nel dicembre 2010. Nonostante le continue coperture di spesa, la Fondazione ha lasciato un debito di 972.920,67 nei confronti di professionisti, ditte biellesi ed Equitalia.

I tempi
La commissione appena realizzata e formata da tutte le forze politiche presenti in Comune, tranne Forza Italia, avrà nove mesi di tempo per arrivare a far luce su quanto accaduto. «Non è un'attività inquisitoria - sostiene Rinaldi - la magistratura si occuperà delle spese. Il dato evidente è che troppi soldi pubblici sono 'spariti' lasciando un debito che ricade su soggetti privati. Non possiamo fare finta di niente».