25 febbraio 2020
Aggiornato 11:00
Cronaca

Confiscati anche a Biella i beni del clan 'ndranghetista Mangano

La Procura di Milano ha disposto un provvedimento di confisca nei confronti dei beni di due fratelli Rocco e Domenico Cristodaro, rispettivamente di 47 e 43 anni, commercialisti vicini al gruppo mafioso

MILANO – Duro colpo al clan 'ndranghetista Mangano: confiscati 124 immobili di cui alcuni anche a Biella, 38 conti bancari e due auto. Si tratta di immobili sequestrati nel luglio 2014, tra i quali alcuni cascinali e rustici nei comuni di Vallemosso, Pray e Strona.

La Procura di Milano ha disposto un provvedimento di confisca nei confronti di due fratelli Rocco e Domenico Cristodaro, rispettivamente di 47 e 43 anni, commercialisti vicini al gruppo mafioso, con diversi uffici in Lombardia sparsi tra Crema e il capoluogo meneghino. Il 47enne inoltre è stato sottoposto al regime di sorveglianza speciale, con obbligo di dimora per tre anni e sei mesi.

L'operazione di confisca è stata portata a termine dalla Guardia di finanza di Crema, in collaborazione con i carabinieri di Milano su delega della Dda. Il patrimonio sequestrato è stimato in 5 milioni di euro, frutto di evasione fiscale, di emissione di false fatture e di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Oltre che a Biella, i sigilli sono stati posti su immobili tra Milano, Palazzo Pignano, Treviglio, Trescore Cremasco, Bagnolo Cremasco e Vaiano Cremasco.

Le indagini, partite nel 2010, hanno provato che i due fratelli hanno messo in piede una rete di società fittizie intestate a prestanome, per mascherare gli investimenti immobiliari come attività lecite. I Cristodaro infatti sarebbero i contabili della famiglia Mangano per il Settentrione e gestirebbero anche il denaro di Giuseppe Porto, ritenuto uomo di collegamento della mafia a Milano.