Questa sera in scena il «Processo al Babi»

Lo storico spettacolo satirico è il momento centrale del Carnevale di Biella. Come sempre ci sarà da ridere e da riflettere

Beppe Pellitteri
Beppe Pellitteri ()

BIELLA – Questa sera, 9 febbraio, dalle 21 al Teatro Sociale, in scena il momento centrale del Carnevale di Biella, lo storico «Processo al Babi» che ormai da anni viene realizzato dall'attore e regista Beppe Pellitteri.

Lo spettacolo satirico
Anche quest'anno il Babi avrà tante cose su cui dire la sua. Dall’ospedale nuovo che ogni tanto va sott’acqua e con i laboratori da poco inaugurati e già a rischio chiusura. Oppure la destinazione da dare al vecchio nosocomio per il quale sono stati già spesi 100mila euro solo per il concorso di idee internazionale. C'è poi il grande tema dell’elettrificazione delle linee ferroviarie, una piccola spesa da 30 milioni di euro. Sul palco del Teatro Sociale si alterneranno dunque 15 attori e sei musicisti che come sempre sapranno far divertire il pubblico. Al termine della rappresentazione ci sarà il tradizionale rogo propiziatorio in piazza Colonnetti.

La storia del Babi
La colpa di cui storicamente si è macchiato l'antagonista di Gipin è grave: il Babi, originario delle zone paludose della bassa vercellese, si avviò un giorno verso i monti biellesi; inebriato dal clima e dalla vista del paesaggio, iniziò a saltellare tutt’intorno e con un poderoso balzo si posò sul ramo di un albero. In quel momento arrivarono Gipin e Catlin-a: la donna, attirata dai suoni emessi dal Babi, esclamò «Che bell’uccello, e che originale!», suscitando nel rospo un moto di orgoglio. Gipin, per nulla impressionato, si rivolse alla moglie dicendole che quello non era un uccello bensì un babi: questo richiamo alla realtà provocò la reazione stizzita del rospo e originò l’inimicizia tra lui e Gipin. Da quel momento il Babi, accusato di spacciarsi per l’uccello più bello di Biella, viene portato in tribunale da Gipin e immancabilmente condannato: solitamente l’arringa del Pubblico Ministero si conclude con queste parole: « cessi una buona volta la sconcia diceria che il più bell’uccello di Biella sia il Babi. Domando per lui il massimo della pena: la morte. La vostra condanna sia severa, inesorabile, esemplare».