26 settembre 2018
Aggiornato 07:00

Rifugio degli Asinelli: buon esito per il processo del «Sequestro Colleferro»

Una lunga e complessa vicenda che è sfociata finalmente nella cessione della proprietà dei 200 animali all'associazione. Via alle adozioni definitive

BIELLA - Un'ottima notizia per il Rifugio degli Asinelli ONLUS di Sala Biellese: è stato firmato in questi giorni l’accordo con cui viene definitivamente ceduta la proprietà degli oltre 200 animali e dei puledri nati dalle asine e dalle cavalle gravide al momento del recupero, coinvolti nel «Sequestro Colleferro», più grande caso di sequestro di equini mai avvenuto in Italia. Dopo il sequestro giudiziario, per tutti loro si aprono le porte dell’adozione definitiva da parte di chi se n’è preso cura in questo tempo.

Un caso complicato
Un caso lungo e complesso, quello del «Sequestro Colleferro», iniziato quasi tre anni fa e il cui esito è rimasto a lungo incerto, tra speranza e timore. «Tutti noi ci auguravamo di vedere i responsabili incriminati per maltrattamenti, anche per fare giurisprudenza per futuri casi analoghi - dichiara la responsabile del Rifugio degli Asinelli Barbara Massa - Ma, considerato come poteva andare la causa, vista l’età della persona incriminata e la richiesta di infermità mentale, siamo soddisfatti che almeno il risultato sia stato nell’ottica del benessere degli animali coinvolti. Quello che più conta è che a oltre duecento animali sia stata assicurata una vita felice e serena».

Operazioni lunghe e difficili
Le operazioni del «Sequestro Colleferro» erano avvenute in sei fasi distinte: la prima, nel gennaio 2013, aveva fatto seguito alla denuncia mediatica di «Striscia la Notizia», arrivata dopo anni di segnalazioni da parte di privati cittadini, e aveva visto la partecipazione congiunta della task force del Ministero della Salute, dei NAS, del Corpo Forestale, della Polizia di Stato e delle associazioni. In prima fila c’è sempre stato il Rifugio degli Asinelli ONLUS, insieme a IHP Italian Horse Protection: innumerevoli i viaggi dei volontari e dei veterinari dal Piemonte e dalla Toscana, sede dei due enti. Coinvolte anche ENPA e Legambiente. Erano seguite altre cinque fasi (la sesta e ultima a un anno esatto dall’inizio delle operazioni, nel gennaio 2014), sviluppate su centinaia di ettari tra i comuni di Colleferro, Segni, Valmontone, Gavignano e Paliano: interventi resi complicati dalla carenza di persone e strutture, dall’emergenza continua, dalle condizioni psico-fisiche degli animali, e in nessun modo finanziati da Istituzioni, Autorità locali e Procure, ma resi possibili esclusivamente dall’impegno delle associazioni e dalla generosità di privati cittadini, che hanno dato la loro disponibilità ad accogliere gli animali sotto sequestro e le cui donazioni hanno reso possibile la copertura delle enormi spese per cibo, cure veterinarie, cliniche, trasporti, personale di custodia, indennizzo al proprietario di una delle due strutture in cui erano stati sistemati provvisoriamente gli animali.

Il sostegno dei supporters
Il solo Rifugio degli Asinelli si è preso direttamente cura di 52 asini, muli e bardotti: 30 adulti (di cui 2 deceduti dopo il recupero) e 9 puledri nel centro di Sala Biellese, 8 adulti e 2 puledri nella sede distaccata in Abruzzo, nata proprio per fronteggiare l’ingresso di un numero così elevato di animali sequestrati, e altri 3 asini adulti in arrivo a breve. «E proprio in considerazione dell’impegno e del numero di esseri viventi coinvolti, il mio personale ed immenso grazie va al mio staff per il duro lavoro in cui siamo stati catapultati tre anni fa: ognuno ha dato il suo contributo inestimabile per ridare vita e dignità agli asini, ai muli e ai bardotti che abbiamo salvato e per curare le loro ferite, fisiche e mentali - ribadisce Barbara Massa - E un grazie altrettanto grande a tutti i supporter, che ci hanno accompagnato in questa avventura: email di incoraggiamento, richiesta di notizie, offerte di disponibilità ad accogliere gli animali coinvolti, condivisioni di notizie, donazioni. Senza tutte queste meravigliose persone, la vittoria e una nuova vita per centinaia di animali non sarebbero state possibili».