23 settembre 2018
Aggiornato 22:30

«Stress degli immigrati? Spesi mille euro... L'Asl non fa discriminazioni»

Replica dell'azienda sanitaria alla polemica della Lega Nord sui costi ad un corso per gli stranieri
Foto di repertorio
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BIELLA - «In riferimento a quanto richiesto dal segretario provinciale della Lega nord precisiamo che il costo sostenuto dall’Azienda sanitaria locale di Biella per il corso di formazione «Comprendere Trauma e disturbo post traumatico da stress nei migranti» è stato di mille euro oneri compresi, per due giornate di lezione». Questo si legge su una polemica dei giorni scorsi (lo scontro)

Le dichiarazioni ufficiali
«Il Piano nazionale della prevenzione 2014-2018 – ha sottolineato Luca Sala, direttore del dipartimento di prevenzione -  indica fra le priorità della sanità pubblica quella di affrontare i problemi di salute con un approccio che garantisca equità e contrasto alle disuguaglianze e alla fragilità». «L'attenzione sul tema della salute psichica dei migranti e più in generale dei pazienti extracomunitari - ha ribadito Giovanni Geda, direttore del dipartimento di salute mentale -  oltre ad essere stata sollecitata dal documento di programmazione della conferenza Stato/Regioni - ha assunto anche in ambito locale grande importanza. Oggi i pazienti extra comunitari rappresentano non meno del 18% dei nostri utenti; negli ultimi mesi otto pazienti migranti sono stati ricoverati presso il servizio psichiatrico di diagnosi e cura con tempi di degenza anche molto lunghi (circa otto mesi). In queste occasioni sono emerse notevoli difficoltà legate sia all'inquadramento diagnostico, sia alla predisposizione di un adeguato progetto terapeutico. Da qui la volontà di indirizzare una attività di formazione in un settore in cui non vi sono ancora competenze sviluppate e consolidate. In quanto operatori sanitari siamo tenuti a prestare la migliore assistenza possibile alle persone che a noi si rivolgono, sia per ragioni deontologiche che per mandato istituzionale». 

Conclusione
«Una Azienda sanitaria locale non può e non deve fare discriminazioni. La priorità sono le persone. Tutte e a tutti i livelli» è la nota conclusiva diramata.